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Dal Cynar alla pasta: quando il cibo veste il calcio

I campionati di calcio di Serie A e B sono ai nastri di partenza, con le prime partite in programma nel weekend del 23 agosto. Insieme ai campioni del pallone a scendere in campo è anche il mondo del food&beverage. Un’abitudine che affonda le sue radici nel via libera di inizio anni ’80 con cui la Federcalcio ha sdoganato la sponsorizzazione commerciale, ben prima che arrivassero, sul retro, i nomi dei calciatori (a partire dalla stagione 1995-96).

Per quest’anno, sono 5 le squadre della massima serie che associano i propri colori e le proprie speranze di vittoria al gusto.

Venezia – Cynar Spritz

Il logo dell’aperitivo all’estratto di carciofo, nato in Veneto nel 1950 e noto nel mondo per essere il miglior antidoto contro “il logorio della vita moderna”, è nuovamente presente sul fronte delle divise ufficiali del team lagunare, consolidando una collaborazione nata nel 2024-25 con il ritorno della squadra in Serie A. Il club produce con questo sponsor anche una linea dedicata all’abbigliamento sportivo da strada.

Atalanta – Lete

Terzo anno di sinergia per il club bergamasco e l’acqua minerale del massiccio Matese, che sorge tra Campania e Molise. Un rapporto nato nel 2012 e sviluppatosi negli anni fino ad arrivare sul fronte della maglia nero-blu. Alla base, il riferimento all’origine “mitica” della Dea (cacciatrice e argonauta) e dell’acqua (il cui nome richiama il mitico fiume dell’oblio).

Bologna – Saputo e Selenella

Sponsorizzazione “casalinga” per i rossoblù. Saputo, infatti, è l’azienda multinazionale alimentare canadese, attiva nel settore lattiero-caseario, il cui proprietario è Joey Saputo, presidente del club felsineo. Selenella (back jersey partner, ossia il marchio che compare sulla parte posteriore della maglia sotto nome e numero del giocatore), invece, è un importante consorzio italiano di produttori di patate di qualità proprio del Bolognese.

Cagliari – Doppio Malto

Sponsorizzazione brassicola (dopo quella triennale con Ichnusa) per la squadra dell’isola che, anche quest’anno, si presenta in campo accompagnata da Doppio Malto. Il produttore di birra artigianale di Iglesias, alla guida dell’omonima catena di birrerie con cucina che conta oltre 50 locali in Italia e all’estero, ha firmato un accordo quadriennale con la società fino al 2027-28.

Napoli – Sorgesana

Altra sponsorizzazione gastro-calcistica per Sgam Spa (proprietaria di Acqua Lete) che, con il brand Sorgesana, compare nel retro della maglia azzurra del Napoli. Una partnership nata nel 2005 e che ha accompagnato l’era De Laurentis dalla C al ritorno in Serie A e alla vittoria degli ultimi due, recentissimi, scudetti. Anche in questo caso, è forte il legame tra calcio, food e territorialità.

Torino – Beretta

Ufficializzata a poche ore dal via del campionato, la partnership tra il Torino e il salumificio Fratelli Beretta occupa la manica della maglia granata. Un accordo della durata di due anni nato a seguito delle collaborazioni avviate nel 1991 e dalla passione per la squadra piemontese della famiglia Beretta. A testimoniarla, le parole del Commendator Vittore Beretta nel giorno della presentazione che ha ricordato le emozioni suscitate dal Grande Torino, scomparso il 4 maggio 1949 nel disastro di Superga.

Il legame tra agroalimentare e calcio prosegue anche in Serie B. Tra i cadetti, sono tre le sponsorizzazioni di spicco: Amadori caratterizza le maglie bianconere del Cesena, il brand di integratori alimentari Cetiral compare sulle divise del Pisa (che proverà a riconquistare la Serie A dopo la retrocessione dello scorso anno) mentre il Mantova presenta la doppietta Pata Snack e Trinità Salumi (entrambe aziende della provincia lombarda).

Pensare che la sponsorizzazione sia solo una questione di marketing, però, sarebbe sbagliato. I marchi di cibo e bevande, infatti, hanno accompagnato i team italiani in alcune delle migliori pagine calcistiche degli ultimi anni. In questo senso, il Napoli è stato forse l’apripista di questo trend prima con Cirio (azienda di pelati), poi con latte Berna e, successivamente, con Buitoni (con cui la squadra partenopea vinse il suo primo scudetto) e Mars (Coppa Uefa, secondo scudetto e, soprattutto, un’iconografia che ancora oggi si può ammirare nel murales dedicato a Diego Armando Maradona nei Quartieri Spagnoli). A questi brand seguirono, nel tempo, pasta Voiello, Polenghi (lattiero-caseario) e Birra Peroni.

Risalendo la Penisola, spazio a Barilla sulla maglia della Roma guidata da Falcao e che ha visto il debutto in Serie A di un giovanissimo Francesco Totti. Sempre nella Capitale, sponda Lazio, ritorna Cirio nella seconda metà degli anni ’90 sotto la presidenza Cragnotti. I gialloblu del Parma, invece, legano a doppio filo i successi europei ottenuti sul campo al gusto di latte e yogurt Parmalat. Soprattutto la vittoria della Coppa Uefa del 1995 ottenuta in finale contro la Juve che sulla propria maglia portava lo sponsor Danone.

A Milano, sponda Inter, indimenticabili le maglie targate Fiorucci (salumi) e Misura (panificati) mentre, sponda Milan, quelle con lo sponsor Motta che hanno fatto da bandiera per i gol degli olandesi. Infine, anche in provincia cibo e calcio hanno segnato generazioni di tifosi, si pensi al “Chievo dei Miracoli” targato Paulani, oppure alla Cenerentola Empoli supportata da Sammontana o il Vicenza di inizi Duemila sospinta da Caffè Vero.


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