Marche

Aut aut per il tratto finale del Foglia. «Togliete i relitti e i pontili abusivi»

PESARO Scatta la stretta contro l’occupazione abusiva e il degrado lungo il corso del fiume Foglia. Degrado ambientale e rischio idraulico alla foce sono tra le criticità principali evidenziate nell’ordinanza del Genio Civile Marche Nord, il tema dei relitti di imbarcazioni e dei materiali abbandonati rappresenta infatti uno degli aspetti più complessi e delicati, sia sul piano della sicurezza idraulica che su quello dell’impatto ambientale.

I sopralluoghi

I sopralluoghi congiunti effettuati dal Genio Civile insieme ai Carabinieri Forestali e alla Polizia Locale hanno rilevato la presenza di vere e proprie carcasse di natanti lasciate sulle sponde e nell’area golenale tra il ponte per Soria e il ponte della Statale 16. A questi si aggiungono vari oggetti accumulati nel tempo e mai rimossi. Per questo il Settore Genio Civile Marche Nord della Regione Marche ha emanato una recente ordinanza dirigenziale che impone il completo ripristino dello stato dei luoghi nel tratto compreso tra il Ponte per Soria e il ponte della Statale 16, in località Soria-Porto.

L’atto, arriva a seguito dell’incontro operativo svoltosi lo scorso 23 luglio tra il Genio Civile, il Gruppo Carabinieri Forestale di Pesaro e Urbino, il Servizio Lavori Pubblici del Comune di Pesaro e la Polizia Locale. Dalle verifiche sul campo effettuate lungo le sponde, gli organi di controllo hanno riscontrato un quadro di diffusa abusività con strutture di attracco e costruzione non autorizzata di pontili realizzati con tubi metallici tipo “Innocenti” e strutture in legno per l’ormeggio di natanti.

Nel dettaglio

Non solo. Riscontrata anche la oresenza di barche ormeggiate in acqua senza alcun titolo abilitativo o stoccate arbitrariamente sulle aree golenali. Infine da segnalare anche l’accumulo di rifiuti e oggetti abbandonati in plastica, metallo e legno, oltre alla presenza di vecchi relitti di imbarcazioni lasciati lungo le sponde. Trattandosi di condotte attualmente ascrivibili a ignoti, il provvedimento è stato affisso anche sul luogo. Tassativo il termine del 15 settembre: poi scatterà lo sgombero d’ufficio.

La diffida inviata dalla Regione Marche concede infatti tempo fino a metà settembre a chiunque abbia realizzato o utilizzato tali strutture per rimuoverle spontaneamente e bonificare l’area a proprie spese. Se entro tale data le sponde non saranno state liberate, la Regione procederà con l’esecuzione d’ufficio avvalendosi di strutture incaricate per la demolizione e il recupero dei materiali. Qualora gli autori degli abusi vengano successivamente identificati, l’Autorità idraulica procederà al recupero coattivo di tutti i costi sostenuti, oltre all’attivazione delle sanzioni amministrative e penali previste dalla legge.

L’ordinanza

Come evidenziato nel testo dell’ordinanza, la permanenza di tali manufatti e relitti costituisce un potenziale ostacolo al regolare deflusso delle acque, rappresentando un serio rischio per la pubblica incolumità e per la tenuta idraulica della foce del fiume.

Letizia Francesconi

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