Marche

platea internazionale con 16mila spettatori

PESARO I numeri parlano chiaro: la 47a edizione del Rossini Opera Festival è stata tutt’altro che un’edizione “minore”, con ben 16.350 presenze, a fronte delle 15.559 raggiunte l’anno scorso e un incasso pari a 808.000 euro. Nonostante la congiuntura internazionale molto complessa, al Festival 2026 proviene dall’estero il 38% degli spettatori. Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera, Giappone, USA, Austria, Spagna, Belgio e Romania sono tra le nazioni più rappresentate. Un ritorno del pubblico europeo, molti i francesi, per un totale di 51 nazioni straniere provenienti da quattro continenti.

La soddisfazione

È soddisfatto il sovrintendente Ernesto Palacio: «Che quest’anno ci fosse solo una nuova produzione, contro le solite due, non ha affatto ridotto l’interesse e l’attenzione verso il nostro festival. È vero, abbiamo dovuto mettere il “freno a mano”, ma quando il pubblico non smette più di applaudire significa che la qualità non è stata affatto minore.

Altra nota positiva, la presenza di molti giovani cantanti, al 99% ex allievi dell’Accademia che insieme al Crescendo per Rossini (l’attività nelle scuole) promuove le nuove generazioni di artisti e di pubblico».

Il presidente Michele Dall’Ongaro ha sottolineato la vicinanza della città e dei nuovi sponsor: «Vi invito a leggere il lungo elenco dei sostenitori che può solo aumentare. In questa mia prima edizione da presidente sottolineo la bellezza, declinata in tutte le forme: dai sostenitori ai cantanti, dalle orchestre ai cori, da tutto lo staff, tecnico e amministrativo, alle maestranze, alla stampa nazionale e internazionale (accreditati 157 giornalisti, per testate provenienti da Italia e 23 nazioni straniere ndr).

I dati nazionali hanno sottolineato oggi una ripresa del “consumo” della cultura: un segnale di progressiva e positiva uscita dalla convalescenza del Covid». Cristian Della Chiara cita Peter Brook per segnalare «quanto lo spettacolo dal vivo sia fatto tanto da chi agisce quanto da chi consente che questa azione sia fatta e non ultimo da chi osserva, rendendo unica ogni rappresentazione.

I 42 eventi in cartellone tra spettacoli e incontri, hanno richiamato 16.350 presenze, con un incasso di 808.000 euro, nonostante i ritocchi e il lavoro sui prezzi per rendere più fruibile il festival. Il progetto Crescendo per Rossini ha visto oltre 400 alunni delle scuole primarie e secondarie assistere affascinati alla prova antegenerale di L’occasione fa il ladro e La scala di seta e questi numeri ci rendono ogni anno più orgogliosi». Della Chiara, come direttore generale del Rof, sottolinea anche l’importante aumento degli sponsor.

Scongiurati i tagli

«Abbiamo chiuso il 2026 scongiurando i tagli ministeriali annunciati a marzo, grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale che si è messa in prima fila per lanciare l’appello alle istituzioni private della città da cui abbiamo registrato un rinnovato affetto e attenzione. L’applicazione dell’Art Bonus ha consentito al festival di vivere mesi tranquilli dal punto di vista economico, tanto da arrivare a proporre, nel 2027, di nuovo le due nuove produzioni. Certo abbiamo bisogno che questi impegni vengano mantenuti e il nostro lavoro va nella direzione di estendere sempre di più la platea dei sostenitori». Lo Stabat Mater diretto da Ramón Tebar chiuderà questa sera, alle 20.30 all’Auditorium Scavolini, la 47a edizione del Rossini Opera Festival.




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