Pensioni, Anief: “Uscita a 60 anni per il personale scolastico a rischio burnout”

Anief torna a chiedere il riconoscimento della gravosità del lavoro svolto dal personale scolastico e rilancia la proposta di uno studio nazionale sul burnout di docenti e ATA, con l’obiettivo di arrivare anche a forme di pensionamento anticipato.
A sollevare la questione è il presidente nazionale Marcello Pacifico, che mette a confronto la situazione dei collaboratori scolastici con quella di altre categorie comprese tra le attività gravose ai fini dell’APE sociale.
“Perché il lavoro degli operatori dei servizi ecologici è gravoso e vanno giustamente in pensione prima, mentre quello svolto dai collaboratori scolastici non merita nemmeno di essere preso in considerazione?”, chiede Pacifico.
Per il 2026 l’APE sociale prevede un requisito anagrafico di 63 anni e 5 mesi, oltre a specifici requisiti contributivi e relativi alla durata dell’attività svolta per le categorie interessate. I collaboratori scolastici, invece, non rientrano automaticamente tra le attività gravose che consentono questo tipo di uscita anticipata.
Anief chiede uno studio sul burnout nella scuola
Il sindacato richiama anche il tema dello stress professionale e della tutela della salute mentale del personale scolastico, sostenendo la necessità di valutare in maniera specifica le condizioni di lavoro di docenti e ATA.
Secondo Pacifico, “bisogna cominciare a trattare le categorie di lavoro con maggiore equità, per questo ormai non è più rinviabile uno studio accurato sul burnout tra i lavoratori della scuola italiana”.
La proposta di Anief è quella di avviare una ricognizione sull’intero territorio nazionale attraverso l’Osservatorio nazionale e, contemporaneamente, di somministrare test specifici ai lavoratori della scuola, anche durante i corsi di aggiornamento sulla sicurezza.
La richiesta: pensionamento a 60 anni per il personale a rischio
Anief afferma di avere coinvolto RSU, RLS e Ministero dell’Istruzione e del Merito per sensibilizzare sul tema del burnout e dello stress da lavoro nel settore scolastico.
“Occorre verificare l’effettivo grado di incisività dello stress da lavoro tra gli insegnanti e il personale Ata”, sostiene Pacifico.
Una volta accertata l’incidenza del fenomeno, il sindacato chiede l’introduzione di una norma che permetta al personale considerato a rischio di andare in pensione a 60 anni.
“Il nostro Ufficio Studi ha appurato che le coperture economiche non sono impossibili da centrare”, conclude Pacifico.
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