Il primo non medico e dalla sanità privata

Continua a far discutere e a dividere la politica aretina la nomina di Giovanni Grasso all’Ars. Dopo le prese di posizione dei giorni scorsi oggi si registra quella del gruppo consiliare Fare che dichiara: “Tanto tuonò che piovve”. In un periodo dell’anno in cui il caldo e la siccità stanno mettendo a dura prova il Paese, e Arezzo non fa eccezione, potremmo riassumere così la “vicenda Grasso-Ars”.
I consiglieri della lista del sindaco riportano quindi le dichiarazioni che Giani fece nel corso della campagna elettorale: “Per i più smemorati: Per Giovanni, capolista di questa lista, la sanità è l’argomento principale e in questo caso c’è un rapporto molto diretto con me e con la realtà regionale; del resto Giovanni io lo avevo prospettato anche come persona da legare ancora di più al mio impegno. Ora faremo questa lista ad Arezzo. Se andrà bene, Giovanni Grasso potrà avere un incarico qua ad Arezzo di assoluta responsabilità, altrimenti lui sarà parte di un lavoro e di una mia squadra in Regione”. Queste le parole con cui il Governatore della Toscana Giani benedì la candidatura alle amministrative dell’amico infermiere, con una pesante ingerenza sulle dinamiche politiche locali che si sarebbe potuta prospettare in caso di vittoria del campo largo e, sostanzialmente, assicurandogli un paracadute per l’impegno profuso a prescindere dal risultato.”
E dopo alcune ore dall’annuncio che Grasso è stato nominato alla guida dell’Ars come commissario straordiario dell’Agenzia Regionale di Sanità arriva il commento di Fare: “Non ci stupisce il diritto del governatore nella scelta di persona di sua fiducia: legittimo. Non discutiamo nemmeno nel valore del prescelto. E nemmeno vogliamo fare demagogia sugli eventuali aspetti economici: il lavoro va pagato. Lascia esterrefatti il modus operandi, ancorché candidamente dichiarato, che tra l’altro porta in testa alla governance di un’agenzia a detta di tutti estremamente importante per la sanità regionale, il primo “non medico” peraltro legato a doppio filo alla sanità privata; aspetto questo che parrebbe contrastare con la mission di Ars. Infine, il governatore dichiara che l’incarico è a tempo e cioè fino al 31 dicembre del 2026: citando Prezzolini, ci auguriamo che almeno stavolta non sia vero che “in Italia nulla è più definitivo del provvisorio”.”
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