Marche

Metti una sera a casa Tittarelli, Florez sul dondolo con Segre. Dopo gli applausi all’Auditorium la festa per il tenore è proseguita con una selezionata cena


PESARO Le cene o i pranzi dei “dopo festival” del Rof sono sempre un momento di condivisione e relazione e così è stato per quello di martedì a pranzo, dopo la seconda recita de il Viaggio a Reims che è stato organizzato nel cortile di Palazzo Gradari con il tocco raffinato dei Vismara Currò, Dina e Giangiacomo, che hanno trasformato il cortile in un piacevole giardino a cielo aperto. 

Momenti d’incontro

«Siamo profondamente convinti – hanno detto – che questi dopo festival siano essenziali sia per gli artisti che per gli operatori. Momenti di incontro, di scambio di idee, di relazioni: ciò che il Rof da sempre promuove e ho già suggerito alla direzione alcune idee per il 2027». Nella serata, uno dei momenti più attesi del festival è stato il concerto di Juan Diego Florez: un omaggio ai suoi 30 anni di attività concertistica che il Rof e lo stesso Florez hanno voluto regalare ai tanti melomani presenti in città. Un Auditorium Scavolini gremito in ogni ordine di posto ha accolto il meraviglioso concerto di un cantante, tenore di fama internazionale, che proprio 30 anni fa debuttò a Pesaro per intraprendere poi una strepitosa carriera mondiale.

Forma smagliante

Numerosi applausi hanno accolto un Florez, attualmente anche direttore artistico del Rof, in forma smagliante, capace ancora di tessiture vocali inestimabili che ha affrontato brani capaci di mettere in difficoltà anche giovanissimi e promettenti cantanti, come la magnifica interpretazione di un’aria particolarmente impegnativa del Guillaume Tell. La serata di una giornata così bella non poteva che concludersi con una cena a casa di Paola Tittarelli, vera groupie della lirica e soprattutto di Juan Diego. «Io e Rolando fummo i primi ad ospitare Florez da noi – racconta Paola – e fummo poi invitati al suo matrimonio in Perù. Una festa splendida di cui gli siamo ancora grati, nonostante si protrasse tutta la notte, cosa che non avremmo mai immaginato», scherza. «Non potevo esimermi dal celebrare la sua bravura, il suo successo, la sua carica umana, ospitando una stretta cerchia di amici più intimi a casa mia». Una cena generosa, come nello stile di Paola che è stata i due giorni precedenti in cucina a preparare i gnocchi.

Vi saluto e canto

Appena arrivato, Florez è andato in cucina a salutare, cantando, lo staff di Paola: «è sempre un piacere per me essere qui, è come sentirsi a casa». Felice anche la senatrice Liliana Segre, amica di Paola: «E’ meraviglioso vederla così felice anche nella “fatica” di ospitare questi gala. Una donna straordinaria che non finirà mai di stupirci». Domenica prossima, 23 agosto, la conclusione ufficiale di questa 47° edizione del Rof, tutt’altro che “sotto tono”, con lo Stabat Mater di Rossini alle 20,30 all’Auditorium Scavolini.




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