19enne investito dopo l’esame di maturità muore dopo 45 giorni di agonia. Succede a Bologna

Il giorno degli esami, l’ultimo. Quello in cui la scuola diventa un ricordo e il futuro si apre come una porta socchiusa. Per un ragazzo di diciannove anni, quel momento era arrivato il 2 luglio: aveva appena sostenuto la prova orale in uno dei licei di Bologna, forse la più temuta, e ora usciva con la leggerezza di chi ha chiuso un cerchio. Attraversava sulle strisce pedonali, diretto verso la corriera che lo avrebbe riportato a casa. Trenta secondi, forse meno.
Poi l’impatto. Un’utilitaria guidata da un uomo di 59 anni lo ha centrato mentre il ragazzo stava completando l’attraversamento. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale, che hanno effettuato i rilievi. Il giovane è stato trasportato in codice di media gravità all’ospedale Maggiore, cosciente e vigile. Nessuno, in quel momento, avrebbe potuto immaginare l’epilogo.
Quarantacinque giorni di attesa
Le sue condizioni, però, sono peggiorate giorno dopo giorno. Trasferito in terapia intensiva al Policlinico Sant’Orsola, il diciannovenne ha lottato per oltre un mese. Quarantacinque giorni esatti, come riporta l’agenzia ANSA, trascorsi tra reparti bianchi, flebo e speranze alternate. Fino a domenica 16 agosto, quando il suo cuore ha smesso di battere.
L’automobilista che lo ha investito potrebbe ora rispondere dell’accusa di omicidio stradale, ma sarà la Procura – che ha già ricevuto la documentazione dalla polizia locale – a delineare i contorni giuridici della vicenda.
La musica e i sogni di un futuro
La sua storia, raccontata da il Resto del Carlino, è anche quella di un ragazzo che suonava la chitarra in una band con cui si esibiva in concerti live. Un giovane che aveva già sostenuto il test di ammissione per l’università, con la mente già proiettata alla facoltà di Ingegneria. Figlio unico, viveva in una frazione di San Giovanni in Persiceto.
Il sindaco del suo paese si è stretto attorno alla famiglia, così come gli amici che condividevano con lui la passione per la musica. Suonava da anni, amava sperimentare, cercare nuove modalità di approccio allo strumento: una curiosità intellettuale che lo accompagnava tra i banchi della 5E e sul palco.
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