Piemonte

Sinner, prove di ripartenza verso New York. Gli allenamenti al chiuso per evitare occhi indiscreti

Non c’è soltanto la cappa della calura che incombe sulla placida Torino post-ferragostana; da un paio di giorni sulla città grava anche l’immagine di Jannik Sinner. Il numero uno del tennis mondiale è arrivato ieri mattina in macchina in città da Montecarlo, dove aveva festeggiato in famiglia il 25° compleanno, per sottoporsi ad ulteriori controlli al JMedical: sotto esame c’è sempre la tenuta del ginocchio destro che tanto lo fa penare. Ieri, in mattinata Jannik ha svolto un allenamento a porte chiuse al Circolo della Stampa Sporting, proprio sui campi in blu del Training Center che frequenta assiduamente ogni anno a novembre quando si tratta di preparare il debutto alle Atp Finals.

E oggi, invece, quali sono gli spostamenti cittadini del campione? “Oggi Sinner non ha in programma alcuna seduta di allenamento qui da noi” è pronto a giurare il presidente del circolo, Pietro Garibaldi, che non palesa il minimo segnale di esitazione. A buttar l’occhio ai movimenti attorno all’ingresso del club di corso Agnelli ci sarebbe da crederci: nessun appassionato che prova a curiosare, nessuna fuoriserie parcheggiata nel parking, nessun movimento anomalo che faccia pensare al transito del tennista più forte del momento.

Quella del presidente, però, potrebbe anche essere una – legittima – operazione di protezione della smodata esigenza di privacy pretesa dal fenomeno altoatesino. Tanto che ieri, proprio per evitare fughe di notizie, Jannik ha preferito allenarsi al chiuso nella canicola del Training Center piuttosto che approfittare dei campi in cemento all’aperto, quelli che sono appena stati rifatti e che sono in bella mostra, con quel verde vivido, ad appena pochi metri di distanza. Lontano da occhi indiscreti, è la parola d’ordine di tutto un team che lavora all’unisono, completamente a fari spenti.

Ma se le bocche di chi lavora all’interno dello Sporting rimangono irrimediabilmente cucite, proprio dalle risposte evasive, dai sussurri un po’ imbarazzati di qualche socio particolarmente indiscreto, i dubbi potrebbero anche sorgere. E Jannik? In realtà, in queste ore ha ben altri pensieri: ciò che conta è capire come va il ginocchio, soprattutto in vista degli Us Open. E allora avanti con gli esami, con le terapie (onde d’urto) e con i consulti dei migliori ortopedici del mondo. Ma anche con un velo di ottimismo che pare farsi strada nel rumorosissimo silenzio che lo circonda: perché è vero che la partecipazione allo Slam americano resta in bilico e che Jannik volerà verso New York soltanto se sarà al cento per cento della condizione.

Ma nelle ultime ore pare farsi strada l’ottimismo della ragione, quello che potrebbe indurre Jannik a partire per la campagna d’America. Quando? Nel fine settimana, tanto che ci sarebbe addirittura chi sarebbe pronto a scommetterci. A occhi chiusi.


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