Sicilia

Colpo grosso al Museo di Messina, uno sfregio all’identità della cultura italiana

Un colpo grosso alla cultura e «all’identità del Paese». Ne è convinta la procura di Messina e non solo. Così non si fermano le indagini (e l’indignazione) dopo il clamoroso furto messo a segno nella sera di ferragosto al Museo regionale Accascina di Messina, da dove i ladri hanno portato via opere di Antonello da Messina dal valore inestimabile. Ai raggi x i buchi del sistema di sicurezza del MuMe. I ladri hanno messo le mani su tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio (la Tavola centrale della Madonna (129 per 77 centimetri) e le due laterali superiori nelle cimase (L’angelo Gabriele e l’Annunziata, 65 per 62 centimetri e 65 per 55 centimetri); portata via anche la tavoletta bifronte Madonna col Bambino e Francescano in adorazione da un lato e Cristo in pietà dall’altro, rompendo la teca blindata che la custodiva. Il tutto commesso in pochi minuti. Nel corso della fuga i ladri hanno abbandonato sul muro di cinta del museo, su viale Libertà, le altre due tavole del Polittico – i santi Benedetto e Gregorio (125 per 63 centimetri) – perchè disturbati dalla presenza di passanti.

Un colpo come quello del Caravaggio nel 1969

Un colpo paragonabile per importanza delle opere, impatto sull’immaginario e l’incredibile facilità con cui sembra essere stato messo a segno, a quello della Natività di Caravaggio finita in un buco nero a Palermo tra il 17 e il 18 ottobre del 1969, sotto a regia della mafia. La procura diretta da Antonio D’Amato ha aperto un’inchiesta che al momento è contro ignoti per furto pluriaggravato di opere. Le indagini, coordinate dalla procura distrettuale di Messina, sono delegate alla Squadra mobile della questura e ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale. Sono state acquisite le dichiarazioni del personale di vigilanza del museo e le immagini degli impianti di video sorveglianza della struttura e di quelli posti lungo la strada. L’allarme sarebbe scattato intorno alle 21, nel pieno della processione della Vara, quando al 112 è giunta la telefonata di un cittadino che ha segnalato la presenza di alcune tavole all’esterno del MuMe. Da qui, le indagini della polizia che sta vagliando le immagini dei sistemi di videosorveglianza e ha interrogato i quattro custodi presenti. Per entrare nel giardino del museo, i ladri potrebbero essere passati attraverso le grate del lato che sporge sul viale Annunziata. Due delle sbarre che recintato l’area del museo sono leggermente piegate come per consentire il passaggio. Poi per entrare nel museo potrebbero aver forzato una porta laterale. «E’ stato un colpo difficile da superare – ha detto la direttrice del MuMe, Maria Mercurio – speriamo di riaverli. Il Polittico è un’opera composta da cinque tavole, di queste due sono state recuperate, sono quelle dei due santi, San Gregorio e San Benedetto, mentre la Madonna in trono con il Bambino e i due angeli sono stati portati via con la tavoletta bifronte. Quello che è successo è al vaglio degli inquirenti. Siamo stati tutta la notte con loro. Ad avvisarci è stata la polizia che ha trovato due tavolette fuori dal museo. Il museo è videosorvegliato e allarmato con sistemi di sicurezza funzionanti e attivi».

Le accuse dal mondo della cultura

E’ scosso il mondo della cultura: «Messina subisce un altro scippo. Dopo la vergogna dell’Archivio di Stato di Messina, scippato da un’amministrazione cieca e sorda – accusa la scrittrice siciliana Stefania Auci – si è verificato un gravissimo furto. Tre parti del polittico e una preziosa tavola di Antonello da Messina sono state rubate, complice l’incuria e la precarietà in cui versano le condizioni della sicurezza del museo. Un ennesimo colpo al cuore per una città che si sta vedendo derubare dell’anima e della sua identità, pezzo dopo pezzo». Anzichè investire sulla sicurezza e sulla cultura, aggiunge l’autrice di I Leoni di Sicilia, «si preferisce buttare sabbia negli occhi parlando di improponibili opere che a nulla servono. Intanto il nostro patrimonio artistico viene disperso, viene disintegrato e smembrato nell’incuria generale. Ed è una cosa che no, non si può accettare».

Lo sgomento per il furto viene vissuto anche a Roma, dove il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha espresso «sconcerto» e «vicinanza alla città e all’intera comunità per quanto accaduto». «Confido, come sempre, nell’operato delle forze di sicurezza, nel caso specifico della Polizia, cui sono affidate le indagini», ha aggiunto Giuli, sottolineando che è la Regione siciliana «l’ambito» in cui «ricade la gestione dei musei dell’Isola, in ragione dell’autonomia speciale vigente». «La Regione – ha detto dal canto suo il presidente, Renato Schifani – sta garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili». «Parallelamente – ha proseguito Schifani – è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia». L’opposizione va alla carica con una interrogazione parlamentare a Giuli: «Abbiamo chiesto – spiega il Pd – quali iniziative intenda assumere per favorire il recupero delle opere e per evitare che episodi analoghi possano ripetersi. Non possiamo limitarci a prendere atto di quanto accaduto. Antonello da Messina costituisce una parte fondamentale dell’identità culturale di Messina e dell’intero Paese. Se saranno confermate le circostanze del furto, ci troveremmo davanti a una sottrazione gravissima di beni di inestimabile valore storico e artistico». Un furto la cui notizia ha fatto il giro del mondo e che vede in gioco tantissimo. Ne è consapevole la procura di Messina che coordina una complessa inchiesta, dando ragione «del clamore suscitato dal pubblico interesse che riflette la notizia del furto di capolavori artistici, nei quali sono riposti la cifra culturale e il profilo identitario del nostro Paese, oltre che di Messina e della Sicilia».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »