Puglia

Bari vecchia piange Michele Dabbicco

Bari Vecchia si stringe nel dolore per la scomparsa di Michele Dabbicco, figura simbolo del quartiere antico, uomo di mare e pilastro della comunità locale. Michele aveva 75 anni ma la sua è stata una storia di lavoro duro, fede sincera e profonda devozione, capace di lasciare un segno indelebile nel cuore dei suoi concittadini. Lo ricordano a Bari vecchia e lo ricorda Michele Fanelli: “Da uomo di mare nella sua vita è diventato pescatore di uomini”, spiega. Perché la svolta nella vita di Michele Dabbicco risale al 1980, “quando entrò a far parte del Gruppo Uomini fondato dal mai dimenticato don Carlo Colasuonno. Eravamo una cinquantina, con Michele unico pescatore, e don Carlo ci catturò con la parola di Dio”, dice Fanelli. Attraverso quel percorso spirituale, la sua vocazione cambiò forma.

Tra i momenti più significativi della sua vita si ricorda il febbraio del 1982. “Michele era uno di quelli che si impegnò più di tutti. – racconta Fanelli – Divenne ministro eucaristico e nel febbraio del 1982, quando papa Giovanni Paolo II fece a Bari il suo viaggio pastorale, lui ebbe l’onore di portare l’offertorio con una cesta di pesci pescata da lui. E quell’incontro lo segnò profondamente”.

Diventato ministro eucaristico, Michele ha incarnato i valori dell’altruismo e della solidarietà. Profondamente legato al culto di San Francesco, per decenni ha regalato al quartiere la magia del Natale allestendo nel portone di casa sua un celebre presepe francescano, divenuto negli anni meta d’attrazione e punto di riferimento per la salvaguardia delle tradizioni popolari barese.

Oggi Bari Vecchia piange un uomo comune diventato grande nella fede e nella bontà, esprimendo profonda gratitudine per tutto ciò che ha donato alla sua terra. L’ultimo saluto sarà lunedì 17 agosto alle 17 nella cattedrale di Bari. “Grazie Michele – il saluto commosso di Fanelli – per quello che ci hai donato a Bari Vecchia . Che il Signore insieme a San Francesco, ti accolga lassù perché il tuo posto è insieme a Gesù”.




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