Marche

è iniziato il fermo pesca, quanto durerà?


SAN BENEDETTO Un mese e mezzo senza frittura. È partito ieri il fermo pesca che si concluderà il 29 settembre. Ma per la prima volta lo stop è il male minore di fronte al prezzo alle stelle del gasolio che si riflette sul costo del pescato. 

L’ultima asta

L’ultima asta al mercato ittico, ha evidenziato prezzi medio alti risentendo del caro gasolio a cominciare dal calamaro grande a 21,13 euro al chilo, la sogliola grande a 28,70 euro, la mazzancolla grande 36,98, il San Pietro grande 34 euro, il moscardino bianco novello 17,70 euro e la ricciola 20,50 euro. In questi giorni di fermo non si troveranno calamari, seppie e zanghette. Mentre arriveranno dal Tirreno merluzzi, gamberi rosa, triglie e calamari. Per la frittura si dovrà attingere al congelato. Mai come questa volta c’è preoccupazione, perché al timore di rimanere fermi 45 giorni con indennizzi che stentano ad arrivare, c’è il caro gasolio che non fa tornare i conti. «Non possiamo che sperare- afferma l’armatore Pietro Ricci – che alla ripresa della pesca scenda il prezzo del gasolio che attualmente è di 1.20 euro a litro che è tantissimo, Auspichiamo che la Regione Marche si adoperi nell’attivare gli aiuti annunciati dal Governo. Molte regioni già stanno emanando i bandi».

La proposta

La proposta della marineria è un fermo pesca obbligatorio di 30 giorni consecutivi dal 15 agosto al 14 settembre e una riduzione dell’orario di pesca a 48 ore settimanali invece di 72 (obbligando le uscite solo a 2 giorni a settimana) per le successive 10 settimane al fine di dare più valore al prezzo del pescato per unità di giornata e non prolungare la durata totale dell’inattività dei pescatori. Il fermo si riflette su tutto l’indotto a cominciare dai commercianti che dovranno rivolgersi ad altri mari, compresi quelli esteri quindi Sicilia, Croazia e al Tirreno soprattutto in un periodo in cui è alta la richiesta da parte dei ristoratori.




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