Piemonte

la nuova stagione rilancia la “bella abitudine del teatro” – Torino Oggi


La nuova stagione di Torino Spettacoli si presenta come un manifesto culturale che intreccia identità cittadina, sostenibilità, repertorio e nuovi pubblici. Una programmazione che conferma la sua vocazione di teatro stabile privato torinese: produrre spettacoli che durano, ritornano, si sedimentano nella memoria collettiva e diventano parte del patrimonio culturale della città.

Made in Turin

Il cuore della stagione è la formula “Made in Turin a tenuta”, che valorizza le produzioni nate in città e capaci di vivere nel tempo. Dai classici gialli di Agatha Christie, specializzazione trentennale della compagnia, alla commedia “cult” Forbici Follia, che torna per il 24esimo anno, dal Festival di Cultura Classica (giunto alla 28ª edizione) alle produzioni musicali dei Germana Erba’s Talents come Il Mago di Oz e Il Piccolo Principe, fino ai successi di repertorio come ShakespeareX2, Terza Liceo 1939, Giuseppe Erba nella pancia della balena e Parlo italiano.

Una costellazione di titoli che non si esaurisce nella stagione, ma torna ciclicamente, permettendo agli spettatori di rivedere gli spettacoli, condividerli, associarli a momenti della propria vita. È la logica del Repertory Theatre, ribattezzato dagli stessi spettatori “Rep”.

Il teatro che non si butta via

Torino Spettacoli porta avanti una visione di sostenibilità teatrale che non è slogan, ma pratica quotidiana. Le produzioni vengono valorizzate nel tempo, evitando sprechi e permettendo ai titoli di incontrare pubblici sempre nuovi, spesso al loro “battesimo teatrale”.

La sostenibilità si declina anche in scelte concrete: upcycling di scene e costumi, uso di materiali biodegradabili, ottimizzazione di audio e luci per ridurre i consumi, biglietti e programmi in formato digitale con QR code, rimodulazione degli orari per favorire il trasporto pubblico, sensibilizzazione del pubblico attraverso la mascotte “balenina”, simbolo del protocollo green.

Luogo di comunità

La stagione punta a creare nuovi pubblici, grazie alla rotazione delle produzioni e alla lunga tenuta degli spettacoli. Chi ha un’agenda fitta può sempre trovare una replica adatta, mentre chi torna a vedere un titolo riattiva una memoria emotiva che diventa parte dell’esperienza teatrale.

Il repertorio diventa così un patrimonio condiviso, capace di attrarre spettatori da Torino, dal Piemonte e da altre regioni. Il teatro non è solo un edificio, ma una istituzione culturale stabile, che produce senso, continuità e comunità.

Il pubblico al centro

Nella stagione 2026-27 nasce la figura degli Ambasciatori TS, spettatori che ricevono un riconoscimento formale e una serie di vantaggi grazie a una rete di collaborazioni. Un modo per valorizzare chi sostiene il progetto culturale e contribuisce a diffonderlo.

Plauto, Seneca e qualche sorpresa

Accanto ai titoli di repertorio, arrivano nuove produzioni che arricchiscono la stagione: L’Imbroglione (Pseudolus), una delle commedie più celebri di Plauto, ambientata negli anni ’20 del Novecento, tra jazz, canto, prosa e una scenografia di pregio. In scena per il Mese della Cultura, il Festival Ferie di Augusto e al Teatro Gioiello. C’è poi Citofonare Seneca, il nuovo lavoro di Paolo Accossato: un Seneca contemporaneo che, a duemila anni dalla morte, continua a parlare all’uomo di oggi con sorprendente lucidità, nel mistero di uno studio medico. Altre produzioni restano top secret, ma verranno svelate nei prossimi eventi TS WoW.

Le ospitalità

Pur mantenendo la priorità sulle produzioni della compagnia residente, Torino Spettacoli accoglie anche alcuni spettacoli ospiti di valore artistico e sociale. Tra questi, Pinocchio (26 settembre 2026), un evento speciale con Fonderia Aperta Verona e AIAS, tra teatro e inclusione. Non è vero ma ci credo (10-11 ottobre), Peppino De Filippo nella tradizione della compagnia Masaniello. Svelarsi (5 novembre), percorso di ricerca dedicato esclusivamente a un pubblico femminile (cis, trans, non binary). In fuga col malloppo (4-8 dicembre), satira brillante sull’avidità borghese, tra identità e farsa britannica. Pomodoro (gennaio 2027), storia di sfruttamento e dignità negata, raccontata dalla prospettiva di un pomodoro. Un amore di peso (5-7 marzo 2027), commedia brillante sui pregiudizi fisici e sociali, con replica mattutina per le scuole. C’è i Trelilu (19-21 marzo 2027), Carlotta Iossetti e il celebre quartetto per celebrare 35 anni di carriera.




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