il Pardo d’oro va a Non è il tuo posto qui- Cineblog
La 79esima edizione del Locarno Film Festival si è chiusa a Locarno, sabato sera, con il Pardo d’oro assegnato a “You don’t belong here (Nu e locul tau aici)” di Florin Șerban, premiato dalla giuria del Concorso internazionale per un dramma familiare sul rapporto tra padre e figlio e per il ritorno al lungometraggio del
16 Agosto 2026 13:32
La 79esima edizione del Locarno Film Festival si è chiusa a Locarno, sabato sera, con il Pardo d’oro assegnato a “You don’t belong here (Nu e locul tau aici)” di Florin Șerban, premiato dalla giuria del Concorso internazionale per un dramma familiare sul rapporto tra padre e figlio e per il ritorno al lungometraggio del regista romeno.
Locarno Film Festival, il Pardo d’oro a Florin Șerban
Il verdetto della giuria ha riportato al centro della scena Florin Șerban, autore romeno che con “You don’t belong here” firma un film asciutto, concentrato sui legami più difficili da nominare: quelli tra un padre e un figlio, tra appartenenza e distanza, tra colpa e bisogno di riconoscimento. La motivazione ufficiale parla di “forza della sceneggiatura”, di “singolarità della visione” e di “padronanza del linguaggio cinematografico”: parole misurate, ma nette, arrivate al termine di una settimana seguita con attenzione nelle sale del festival.
Per Șerban si tratta di un rientro importante nel formato del lungometraggio, dopo un percorso già osservato dal cinema europeo. Il premio, il più alto del festival svizzero, conferma anche la linea di Locarno: sostenere film capaci di muoversi fuori dai tracciati più consueti, senza perdere il contatto con il pubblico. In sala, raccontano dagli ambienti del festival, il film è stato accolto con una partecipazione silenziosa, di quelle che si misurano più nei minuti dopo i titoli di coda che negli applausi immediati.
Premi della giuria e miglior regia: Brasile e Corea del Sud in evidenza
Accanto al Pardo d’oro, il Premio speciale della Giuria è stato assegnato a “The Riverbank (A Margem do Rio)” di Matheus Farias ed Enock Carvalho, opera brasiliana che ha portato nel concorso uno sguardo radicato nel territorio e nelle sue tensioni sociali. Una scelta che allarga il palmarès verso il Brasile, confermando l’attenzione del festival per cinematografie capaci di leggere il presente attraverso storie locali, spesso lontane dai circuiti più esposti.
Il Pardo per la miglior regia è andato invece a Hong Sangsoo per “Nowhere to Lay My Eyes (Nun Dul Dega Eomne)”, nuovo capitolo di un cinema costruito su variazioni minime, dialoghi obliqui e rapporti umani osservati quasi di lato. Il regista sudcoreano, presenza familiare nei grandi festival, è stato premiato per un lavoro che prosegue la sua ricerca sul tempo, sull’intimità e sulle esitazioni quotidiane. Poche mosse, molti sottintesi. È il suo terreno.
Kim Minhee e Monica Bellucci premiate per l’interpretazione
I due Pardi per la migliore interpretazione sono stati assegnati a Kim Minhee, protagonista di “Nowhere to Lay My Eyes”, e a Monica Bellucci per “Ketticè” di Giovanni Tortorici. Per Kim Minhee, attrice spesso associata al cinema di Hong Sangsoo, il riconoscimento premia una recitazione fatta di pause, scarti minimi e una presenza che non cerca mai l’effetto immediato. Un lavoro sottile, quasi trattenuto.
Il premio a Monica Bellucci segna invece un passaggio significativo per il cinema italiano presente a Locarno. In “Ketticè”, diretto da Giovanni Tortorici, l’attrice è stata riconosciuta per una prova che, secondo quanto emerso dal giudizio della giuria, trova forza nella misura e nella capacità di abitare il personaggio senza sovraccaricarlo. Bellucci, che negli anni ha alternato cinema d’autore e produzioni internazionali, aggiunge così un riconoscimento importante a un percorso già lungo, costruito tra Italia, Francia e set internazionali.
Cineasti del Presente, doppio riconoscimento ad Alessandra Sanguinetti
Nel Concorso Cineasti del Presente, il Pardo d’oro è andato a “The Illusion of an Everlasting Summer (La ilusión de un verano sin fin)” di Alessandra Sanguinetti, che ha ottenuto anche lo Swatch First Feature Award. Un doppio premio che segnala con chiarezza l’attenzione della selezione parallela verso nuove voci e opere prime, uno dei territori su cui Locarno ha costruito negli anni una parte della propria identità.
A chiusura del festival, il direttore artistico Giona A. Nazzaro ha definito il palmarès “vitale e contemporaneo”, in dialogo con le trasformazioni dell’industria e con il mondo di oggi. Nazzaro ha citato la Romania di “You Don’t Belong Here”, il Brasile di “The Riverbank” e la Corea del Sud di “Nowhere to Lay My Eyes”, spiegando che la giuria “non ha mai rinunciato al primato della forma e del linguaggio”. Poi un riferimento al pubblico, alle sale piene e partecipi lungo tutto il festival: un dettaglio non secondario, in un momento in cui i festival cercano ancora, film dopo film, il punto di equilibrio tra ricerca artistica e ascolto degli spettatori.
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