«Non respiravo più, mi hanno restituito ai miei cari»

MACERATA «Mi sono sentito male dopo cena, non respiravo più». Gli amici che erano con lui hanno chiamato il 118, poi la corsa in ambulanza al pronto soccorso di Macerata, la puntura di adrenalina e le cure. «Ho avuto tanta paura, ma mi hanno salvato la vita. Volevo ringraziare pubblicamente i medici e gli infermieri per la professionalità e la gentilezza che hanno avuto nei miei confronti».
La testimonianza
A raccontare quegli attimi terribili è un medico di 41 anni che vive in provincia. Il professionista si è sentito male il 7 agosto scorso. Era a casa sua, aveva cenato insieme a degli amici quando qualche minuto prima delle 23 si era sentito male. Una reazione allergica a qualcosa che aveva ingerito gli ha provocato uno choc anafilattico. «Non riuscivo più a respirare, mi hanno portato in codice rosso al pronto soccorso, avevo i valori sballati, la dottoressa mi ha fatto una puntura di adrenalina – racconta il medico -. Ho avuto tanta paura, capivo che le cose si stavano mettendo male, sentivo le vie aeree che si chiudevano e da lì all’arresto cardiaco il passo è breve». Invece grazie al tempestivo intervento dei soccorritori il respiro è tornato normale.
«La cosa bella è come mi hanno trattato – sottolinea -, avevo la bocca secca ma non potevo bere, gli infermieri mi hanno passato le spugnette imbevute d’acqua sulle labbra. Si sono presi cura di me con gentilezza e umanità». L’indomani mattina il medico è stato dimesso. «Al Pronto soccorso, dove il dolore è purtroppo quotidiano e le urgenze si susseguono senza sosta, e in quei momenti drammatici, quando la vita può cambiare in un istante, ho trovato una squadra di operatori sanitari straordinaria – continua -. La loro prontezza clinica e la loro professionalità mi hanno salvato la vita, restituendomi al futuro e ai miei cari; ma ciò che desidero testimoniare pubblicamente è la profonda umanità con cui sono stato curato. Ho ricevuto un’assistenza impeccabile accompagnata da una gentilezza sincera e da un rispetto immenso, capaci di infondere serenità anche nei momenti più bui e complessi», ha sottolineato il medico.
«Si parla spesso delle criticità degli ospedali e della Sanità pubblica, troppo poco spesso ci si sofferma su chi, ogni giorno e ogni notte, lavora in prima linea con dedizione totale – è la riflessione -. La nostra provincia può vantare professionisti di un valore immenso, capaci di coniugare un’altissima preparazione tecnica a un profondo senso del dovere ed empatia verso chi soffre. A tutti i medici, gli infermieri e gli operatori del pronto soccorso che si sono presi cura di me va la mia più profonda e sincera gratitudine. Grazie di cuore per avermi salvato».




