Nuove droghe, Lodi: “La Regione ci ha lasciato soli a gestire l’emergenza, ora istituisca una task force”

Genova. “Stupisce che Regione Liguria rivendichi l’approvazione del piano sociosanitario come strumento per affrontare in maniera efficace il problema delle nuove dipendenze. Infatti, come ho avuto modo di ripetere negli ultimi mesi in tutte le sedi istituzionali, a partire dalla commissione Welfare di Anci, la riforma voluta dalla Regione affronta la questione in maniera superficiale, inadeguata e senza la necessaria visione d’insieme, dando piuttosto l’idea di un insieme male assemblato di contributi differenti“. Lo dichiara l’assessora comunale al Welfare, Cristina Lodi, in merito alla richiesta presentata dal Comune di Genova alla Regione Liguria di istituire una task force sul fenomeno delle nuove droghe.
Secondo l’assessora “chiunque, andando a leggere la parte della riforma relativa alle dipendenze, può rendersi conto che le azioni che Regione intende mettere in campo si concentrano prevalentemente sui problemi alcol-correlati e sul gioco d’azzardo, senza dare la giusta e necessaria attenzione anche al tema, attuale, delle nuove droghe, la cui assunzione è in preoccupante crescita a Genova così come in tutte le altre grandi città italiane che, inevitabilmente, vengono messe in grave difficoltà se lasciate sole dalle politiche regionali”.
“La Regione Liguria ha ricevuto oltre 7 milioni di euro del Fondo nazionale per le dipendenze che non vedono trasferimenti agli enti locali. La legge nazionale ribadisce che le Regioni sono responsabili della prevenzione, cura e riabilitazione nell’ambito delle tossicodipendenze. Nonostante questo – sottolinea Lodi – la nostra amministrazione è tornata ad occuparsi delle persone tossicodipendenti in modo appropriato, investendo sia risorse proprie sia di altri fondi nazionali erogati direttamente al Comune per le estreme fragilità, ma non per le dipendenze. Ricordo che nel 2026, malgrado la situazione drammatica del bilancio Welfare che abbiamo ereditato, siamo riusciti a investire più di 4 milioni di euro, comprensivi della gestione di due stazioni di posta, del rinnovamento del Massoero e della rinascita di Villa San Teodoro, nel quadro di una revisione complessiva di tutti i servizi sociali di bassa soglia che puntiamo a destinare anche alle persone tossicodipendenti: una parola, quest’ultima, che chi ci ha preceduto aveva eliminato da ogni servizio, facendo finta che il problema non esistesse”.
L’assessora Lodi aggiunge che “alla luce della riorganizzazione dei servizi comunali di Welfare, del potenziamento delle risorse investite sul sociale e della maggiore attenzione alle problematiche in tutta la città, il Comune sarebbe pronto già oggi ad aderire alla task force“.
In merito agli ultimi fondi stanziati dalla Regione per l’accoglienza notturna sociosanitaria, Lodi spiega che “non solo basteranno per appena due mesi, ma vengono destinati a un servizio che non partirà prima di settembre: una proposta ampiamente ridotta rispetto a quanto richiesto mesi fa dalla Prefettura che aveva auspicato il via a questo fondamentale servizio già all’inizio dell’estate 2026. E infatti, da giugno ad oggi, il Comune di Genova è stato lasciato da solo nella gestione delle enormi problematiche legate alle nuove dipendenze, affidandosi esclusivamente ai propri servizi a bassa soglia e dovendo sopperire, così, alle mancanze della Regione che inizierà a dare il proprio supporto soltanto nei mesi autunnali”.
Infine, l’assessora al Welfare del Comune di Genova ribadisce “con forza la nostra richiesta di istituzione di una task force congiunta composta da esperti sanitari e sociali, per trattare in modo scientifico e sistematico il tema delle nuove droghe, sia con strumenti di sensibilizzazione, sia con la fornitura di nuovi servizi. Azioni che per essere messe in campo – conclude Lodi – necessitano della collaborazione della Regione Liguria che, lo ricordo, ha il compito costituzionale di pianificare e gestire le politiche sociosanitarie”.




