Società

I docenti come eroi quotidiani, ma Schlein avverte: “Non si può lasciare tutto all’eroismo”. Stipendi tra i più bassi d’Europa e scuole in degrado, ecco la ricetta del PD per svoltare

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha partecipato presso la sede nazionale del partito al dibattito “Il tempo della scuola. Più opportunità per tutti e per ciascuno”, un confronto che ha riunito docenti, educatori, famiglie e rappresentanti del terzo settore.

Nel corso dell’incontro, la leader democratica ha indicato nella scuola pubblica il primo strumento per contrastare le disuguaglianze sociali, citando i dati Save the Children che nelle quattordici città metropolitane italiane contano 142mila minori in aree di forte disagio socio-economico, con tassi di abbandono scolastico che arrivano al doppio della media nazionale.

Schlein ha dichiarato che un paese che non crede nella sua scuola non crede nel suo futuro e che da lì si comincia a invertire una rotta che vorrebbe le disuguaglianze di generazione in generazione. La segretaria ha rivendicato il lavoro di ricostruzione del partito dopo la sconfitta del 2022, citando la crescita elettorale dal 14% al 24% delle Europee e la costruzione di un’alleanza progressista con Cinquestelle e moderati.

In merito alla candidatura a presidente del Consiglio, in un’intervista a Il Messaggero, Schlein ha dichiarato di sentire la responsabilità come prima forza d’opposizione e ha ribadito che la sua disponibilità è legata a un accordo programmatico o allo svolgimento di primarie, sottolineando che il partito non farà più il favore alla destra di dividersi.

Docenti tra i meno pagati d’Europa e critiche al governo su tempo scuola e decreto Valditara

Il tema centrale dell’iniziativa è il tempo scolastico: tempo pieno, tempo estivo, tempo delle opportunità. Schlein ha posto la questione di come garantire a ogni bambino un’estate ricca di stimoli educativi e relazionali, indipendentemente dal reddito della famiglia o dal luogo in cui vive.

Poi ha sottolineato che il tempo estivo non è uguale per tutti, ricordando i costi dei centri estivi privati fino a 750 euro al mese e la carenza di offerta pubblica, e ha accusato il governo di essere arrivato tardi con il piano estate, stanziando risorse che raggiungono un alunno su nove.

Schlein ha giudicato la manovra scolastica del governo insufficiente, a cominciare dal decreto Valditara che, nelle sue parole, fa il contrario di ciò che servirebbe per prevenire bullismo, violenza di genere e discriminazioni.

Sulla condizione dei docenti, la segretaria ha ribadito che sono tra i meno pagati d’Europa, auspicando un intervento strutturale sugli stipendi e sulle modalità di reclutamento, senza dimenticare il personale ATA.

Poi ha aggiunto che una scuola che funziona non può essere lasciata all’eroismo di singoli insegnanti o dirigenti, per quanto prezioso possa essere il loro lavoro, e che quando si tratta di diritti non si può lasciare nulla all’eroismo.

Comunità educanti, edilizia scolastica e il richiamo alla Costituzione

L’alternativa proposta dal Partito Democratico si fonda sul metodo della coprogettazione e dei patti educativi territoriali, già sperimentati in molte realtà italiane.

Schlein ha richiamato il modello delle comunità educanti come percorso partecipato che coinvolga scuole, famiglie, associazioni e istituzioni locali, indicando nella coprogettazione la parola chiave per affrontare la povertà educativa e il disagio psicologico.

Sulla salute mentale dei giovani, ha ricordato l’eredità della pandemia e il crescente fenomeno del ritiro sociale, raccontando l’incontro con una madre che non sapeva a chi rivolgersi per chiedere aiuto per il figlio chiuso in casa.

A chiusura del suo intervento, Schlein ha richiamato gli articoli 3 e 34 della Costituzione, parlando di eguaglianza sostanziale, rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale e diritto degli inabili e meritevoli di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Il Partito Democratico si presenterà alle prossime elezioni con un programma che metterà l’istruzione al centro, attraverso un ascolto ampio e la costruzione di un tavolo permanente al Ministero dell’Istruzione con sindacati, associazioni e famiglie.


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