“Non so come fanno ad autorizzare percorsi così”, la polemica di Massimo Stano: “Quattro competizioni insieme non mi fanno pensare cose positive”
Massimo Stano si prende l’oro europeo a Birmingham in una storica giornata per l’atletica azzurra, ma insieme alla medaglia porta a casa anche una preoccupazione che non nasconde. Il campione azzurro dopo la gara punta il dito contro il percorso scelto per le competizioni. “L’Italia della marcia, come da tradizione riesce a sfoderare tante medaglie ma anche nell’atletica e negli sport in generale stiamo crescendo tantissimo. Per quanto riguarda la marcia io ho tanta paura perché quattro competizioni tutte insieme su un percorso del genere non mi fanno pensare a cose positive”, ha detto Stano ai microfoni della Rai. Una presa di posizione netta, soprattutto perché arriva al termine di una gara che lo ha visto conquistare il titolo continentale. Il marciatore non mette in discussione soltanto la difficoltà della prova, ma solleva interrogativi sull’organizzazione e sulla scelta di concentrare quattro competizioni sullo stesso tracciato.
“Quello che possiamo fare noi atleti è cercare di fare più spettacolo possibile, migliori risultati possibili e cercare di fare appassionare la gente, ma questo sport di endurance di fatica è l’essenza dello sport”, ha aggiunto. Una critica che convive con la soddisfazione per una vittoria dal peso particolare. Stano ammette di essere arrivato a Birmingham con una motivazione diversa rispetto alle precedenti rassegne continentali. “Sono stracontento perché solitamente agli Europei non riesco ad attivarmi a gasarmi come nelle manifestazioni mondiali. Però questo Europeo era diverso per me, anche perché Roma mi è rimasto qui e quindi sono venuto a Birmingham con l’idea di voler collezionare il terzo oro che mi mancava, chiudere questa collezione e segnare il mio nome sotto a quello di Cova e Tamberi che hanno vinto in tutti gli eventi estivi”.
Un obiettivo centrato al termine di una prova che lo stesso Stano definisce durissima. L’esperienza, spiega, ha avuto un ruolo fondamentale nel gestire la fatica e arrivare fino in fondo. “Sono soddisfatto, anche perché inizio ad avere una certa età. Gli acciacchi non mancano ma per fortuna ho due fisioterapisti che sono degli angeli perché poi io sono un rompiscatole incredibile. Questa è la verità. E ho una grandissima allenatore”. Poi torna sulla durezza del tracciato, con parole che ribadiscono la sua perplessità sulle condizioni della gara: “L’esperienza qui era fondamentale. È stato veramente duro, non so come fanno ad autorizzare percorsi così però oggi non mi poteva fermare nulla e nessuno. Ero focalizzato su questo obiettivo. E’ stata una delle emozioni più belle in assoluto”.
La giornata si è chiusa con un rito personale, quasi a suggellare una vittoria inseguita anche attraverso la scaramanzia. “L’unico gesto che ho fatto è stato prepararmi il cappello di One Piece perché ogni volta per scaramanzia non l’ho mai voluto portare. Mi sono detto ‘voglio festeggiare con il mio capitano che è Luffy questo grandissimo traguardo”.
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