Il Ferragosto a Barletta con la Madonna dell’Assunta
Tra fede e tradizioni popolari il Ferragosto a Barletta con la Madonna dell’Assunta e l’intreccio con il tessuto sociale cittadino nella nota del giornate divulgatore Nino Vinella. “Chissà quante saranno le Assunte e Assuntine barlettane che festeggeranno l’onomastico nel giorno clou dell”estate…
La festa e la storica fiera dell’Assunta a Barletta traggono origine da un privilegio fiscale del 1258 che autorizzava un grande mercato esentasse in concomitanza con la solennità del 15 agosto. Evento riportato sulla scena pubblica dall’Archeoclub ed oggi, dal 14 al 19, dalla Pro Loco con varie attività. Il Mercato di Re Manfredi: l’evento nacque secoli fa come un’imponente fiera commerciale e religiosa, come approfondito negli archivi storici locali. Davanti al quadro votivo dell’Assunta prestarono solenne giuramento i tredici cavalieri della celebre Disfida di Barletta.
Fra le tradizioni del 14 e 15 agosto gli Altarini dell’Assunta nei vicoli del centro e nei quartieri storici, decorati con fiori e prodotti della terra (come l’uva di buon auspicio). Ed infine la Processione solenne: Il 15 agosto si svolge la tradizionale processione della Madonna dell’Assunta per le vie della città. Nella notte dei tempi è il culto mariano di Barletta risalente alla costruzione del primo tempio cristiano (prima metà del VI secolo), nel quartiere della marineria poi ribattezzato “pittagium Sanctae Mariae”.
Festa dell’Assunta: Re Manfredi, nell’agosto del 1258, da Palermo, concesse con suo rescritto all’Università di Barletta “ad istanza del Razionale Giacomo della Marra, suo familiare e fedele” il privilegio “[…] di tenere una generale fiera annua nel mese di agosto per nove giorni, dal 7 fino al giorno incluso della festa della Vergine, con esenzione dei diritti di dogana o da qualsiasi altro diritto dovuto alla regia Corte”. Dunque si riconosceva la Madonna dell’Assunta come protettrice della città “sub titulo Beatae Virginis Marie sub cuius patrocinio nominata civitas”.
Interesse pratico: la grandiosa fiera, di qualsivoglia mercanzia, che per nove giorni, affrancata da tasse varie ed eventuali, teneva banco a Barletta con le documentate invasioni degli abitanti dei paesi vicini i quali non avevano avuto la fortuna di ricevere, a differenza dei barlettani, un simile “privilegio” nientepopodimenoche dal Re. Il privilegio del 1258 era “figlio” di un precedente, dello stesso contenuto prettamente fiscale, elargito dall’imperatore Federico II datato da Salpi nel giorno di Natale del 1234, con il quale si concedeva la facoltà “[…] all’arciprete della maggiore chiesa di Barletta ed al capitolo, di riscuotere la quarta parte delle decime, de’ diritti di bagliva, di dogana e degli altri diritti dovuti alla regia Corte di Barletta. Questi privilegi si godevano da quella chiesa e capitolo per concessioni avute da Re Guglielmo II e dall’Imperatore Enrico VI ” ed era durato finché la chiesa di Trani non s’impossessò illecitamente di quei diritti (passano i secoli ma le brutte abitudini non si perdono…povera Barletta!).
Collegato al culto prettamente religioso dell’icona dell’Assunta, tavola processionale bifacciale di Paolo de’ Serafinis, risalente al 1387, c’è il ricordo della storica Disfida in quanto davanti quella immagine giurarono i 13 Cavalieri Italiani e al termine delle contesa, fu portata in processione, come ringraziamento per il coraggio e il valore mostrato dagli Italiani nel difendere l’onore nella gloriosa battaglia.




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