Vibo, carenza d’acqua infinita e una ristoratrice fa causa al Comune
L’Osteria del Mare, storica attività nel centro di Vibo è senz’acqua nel pieno di Ferragosto e la ristoratrice, Teresa Ceravolo, si sfoga e annuncia una causa contro il Comune di Vibo: «Situazione insostenibile e i danni, economici e d’immagine, sono ingenti»
VIBO VALENTIA – I piatti sporchi ammassati in cucina, il rubinetto a secco, nelle due sale decine di clienti: quella che un tempo era un’emergenza legata soprattutto ai mesi estivi, oggi sarebbe diventata, secondo la titolare, una presenza costante durante tutto l’anno e Teresa Ceravolo, titolare de “L’Osteria del Mare”, attività di ristorazione del centro storico di Vibo Valentia, torna a denunciare, dopo averlo fatto nei mesi scorsi, la situazione legata alle continue interruzioni della fornitura idrica che, a suo dire, va avanti ormai da circa due anni e annuncia una causa contro il Comune.
«Prima i problemi c’erano solo d’estate, mentre da due anni perdurano tutto l’anno», racconta la ristoratrice, che nelle ultime settimane ha dovuto affrontare una serie di disservizi particolarmente pesanti, proprio nel periodo di maggiore lavoro per le attività di ristorazione. Gli ultimi episodi hanno avuto conseguenze dirette sull’attività, fino a costringere la titolare a chiudere venerdì 7 agosto e nuovamente mercoledì 12 agosto.
UN CLIENTE CHIEDE I DANNI ALLA RISTORATRICE…
Il primo episodio ha avuto anche uno strascico sul piano legale: «Per venerdì 7 ho dovuto cancellare all’ultimo minuto la prenotazione di un cliente che aveva scelto il mio locale per festeggiare una ricorrenza – spiega Ceravolo – perché il Comune non aveva avvisato che l’acqua mancava da diversi giorni». La situazione, racconta la ristoratrice, si sarebbe aggravata nel tardo pomeriggio, quando si è resa conto che anche le riserve disponibili erano completamente esaurite. «Me ne sono accorta solo alle 19, quando entrambi i serbatoi erano totalmente vuoti. Non ho trovato nemmeno nessuno che venisse a caricare per tamponare la situazione».

…E LA RISTORATRICE INTENTA CAUSA CONTO IL COMUNE DI VIBO
Il cliente, impossibilitato a celebrare la ricorrenza programmata, avrebbe successivamente inviato alla titolare una comunicazione attraverso un legale. È proprio questo episodio, riferisce Ceravolo, ad aver contribuito alla decisione di valutare un’azione giudiziaria nei confronti del Comune: «La causa contro il Comune sarà intentata anche per questo motivo: ho ricevuto una lettera da un avvocato per conto di un cliente al quale ho dovuto cancellare la prenotazione. Non potevo fare diversamente, perché senza acqua non ero nelle condizioni di garantire il servizio».
DIVERSE CHIUSURE DEL RISTORANTE NEGLI ULTIMI GIORNI
Anche il 12 agosto la situazione si sarebbe ripetuta, costringendo nuovamente l’attività a chiudere. Quando invece il ristorante riesce a rimanere aperto, la titolare deve ricorrere alle autobotti per cercare di tamponare le interruzioni: «È inconcepibile chiamare almeno 2/3 volte a settimana un’autobotte che mi costa 100 euro a chiamata per 3.000 litri di acqua», afferma aggiungendo che la situazione è comune anche ad altre attività e abitazioni del centro storico.
Una spesa che, sommata alle conseguenze delle chiusure e alle possibili ripercussioni sulla clientela, sta diventando sempre più difficile da sostenere. Uno degli episodi più critici si è verificato nei giorni scorsi, quando il ristorante si è ritrovato completamente senza acqua mentre erano presenti circa 60 persone a cena. La titolare è stata costretta a invitare i clienti a non utilizzare i servizi igienici e a scusarsi per un disservizio non imputabile all’attività: «Non possiamo lavorare in queste condizioni – afferma – perché senza acqua non è possibile garantire un servizio adeguato e dignitoso. È ormai un anno che questi disservizi si verificano e si ripetono con cadenza costante».
LE SEGNALAZIONI AL COMUNE DI VIBO CHE “FA ORECCHIE DA MERCANTE”
La Ceravolo riferisce di aver segnalato più volte il problema all’assessore comunale alla Manutenzione Francesco Colelli, ricevendo rassicurazioni sulla fornitura idrica che, secondo la ristoratrice, non avrebbero però trovato riscontro: «Mi sono più volte interfacciata con l’assessore Colelli, ma oltre alle parole di circostanza e alle rassicurazioni il problema dell’erogazione dell’acqua continua a permanere in modo pesante. È una presa in giro. Se non si è in grado di mantenere la parola allora si perde la credibilità».
“PER LA CARENZA IDRICA NON SI POSSONO NEANCHE LAVARE I PIATTI”
La mancanza d’acqua si traduce in problemi concreti anche all’interno della cucina. Dopo una delle serate più difficili, la ristoratrice ha mostrato i piatti rimasti sporchi perché non era stato possibile utilizzare la lavastoviglie: «Vorrei vedere l’assessore o il sindaco gestire un’attività di ristorazione senza acqua, scusarsi continuamente con i clienti per qualcosa che non dipende da te, fare figure barbine e perdere clientela. Forse a quel punto capirebbero i sacrifici che sto affrontando».
La titolare ha quindi deciso di tutelare la propria attività annunciando di adire le vie legali: «Sto subendo danni economici e di immagine e quindi devo tutelare il nome della mia attività che porto avanti da anni con enormi sacrifici, pagando regolarmente le tasse, quindi anche quelle dell’idrico, ma senza avere un servizio degno di tal nome».
LA CERAVOLO: “SITUAZIONE INSOSTENIBILE, SE PERDURA CHIUDERò DEFINITIVAMENTE”
E ora, dopo anni di difficoltà, arriva anche l’ipotesi più drastica: «Sto seriamente pensando di chiudere l’attività e aprirla altrove perché questa situazione è diventata insostenibile», conclude Teresa Ceravolo in un misto di rabbia e amarezza.
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