Omicidio di Cutro, una lite alla festa di compleanno l’evento scatenante
La pista della gelosia nelle indagini sull’omicidio di Cutro, la lite al compleanno e l’esito dell’autopsia: due passi prima di accasciarsi
CUTRO – Prende forma e contorni sempre più definiti il retroscena della gelosia dietro l’omicidio di Sergej Kapterv, il 22enne di nazionalità bulgara freddato all’alba di martedì nel bilocale di via Spagnolo. Gli accertamenti a tutto campo condotti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Crotone, coordinati dal procuratore Domenico Guarascio e dal pm Matteo Staccini, stringono il cerchio intorno al movente e alla dinamica dell’aggressione costata la vita al giovane, per la quale è finito in carcere il 28enne commerciante cutrese Giuseppe Sulla.
L’evento scatenante
All’origine del dramma non ci sarebbe soltanto un’improvvisa esplosione d’ira, ma un livore covato da giorni. L’evento scatenante sarebbe stata infatti una lite scoppiata durante una festa di compleanno in famiglia: uno sguardo di troppo o una parola fuori posto avrebbero acceso un alterco. Tra la vittima e il presunto carnefice esisteva una sottile rete di affinità indiretta: il padre della compagna dell’arrestato ha una relazione con la madre della compagna della vittima. Un legame di stretta frequentazione informale che aveva riunito i giovani nello stesso contesto, prima che la situazione degenerasse.
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Vendetta per gelosia: il presagio nel post
Gli inquirenti continuano a scandagliare anche l’aspetto psicologico, legato a una vera e propria ossessione e a una gelosia morbosa. In questa chiave viene letto anche quel post dai toni solenni apparso sul profilo Facebook dell’indagato pochi giorni prima del delitto, in cui si celebrava una «fedeltà assoluta, incrollabile» fino all’«estremo sacrificio» per proteggere la propria donna. Parole che oggi assumono un contorno tragicamente ossessivo, visto che l’azione compiuta si è conclusa con l’uccisione di un ragazzo e l’indagato rinchiuso in una cella.
L’autopsia: due passi percorsi dopo gli spari
Dettagli chiave emergono anche dal sopralluogo sulla scena del crimine e dall’autopsia eseguita dal medico legale Massimo Cardamone. Sulla porta d’ingresso del bilocale al civico 9 non sono stati evidenziati segni di effrazione o sfondamento a calci. Sulla avrebbe bussato con insistenza, spingendo Kapterv ad aprire la porta. Una volta varcata la soglia, il killer ha estratto l’arma facendo partire due colpi a distanza ravvicinata: uno ha centrato il 22enne al petto e l’altro all’addome, senza lasciargli scampo. Il corpo della vittima era riverso in cucina. Il giovane bulgaro non è morto istantaneamente dopo gli spari ma ha percorso qualche passo in quel bilocale diroccato prima di spegnersi.
Domani l’udienza di convalida
Subito dopo l’agguato, il 28enne si è dato a una repentina fuga per le vie del centro prima di essere rintracciato dai militari nei pressi del cimitero cittadino. Proprio il presunto tentativo di fuga, secondo gli inquirenti, giustificherebbe il provvedimento di fermo. Gli accertamenti proseguono senza sosta per recuperare l’arma del delitto e ricostruire minuto per minuto i movimenti dell’indagato nelle ore precedenti e successive agli spari. Le immagini estrapolate dagli impianti di videosorveglianza potrebbero essere utili agli inquirenti.
L’udienza di convalida del fermo si terrà domani alle 12 davanti alla gip del Tribunale di Crotone Elisa Marchetto, che dovrà decidere anche sull’applicazione della misura in carcere nei confronti di Sulla. L’indagato, assistito dall’avvocato Luigi Colacino, davanti al pm si è già avvalso della facoltà di non rispondere. È presumibile che opti per la scena muta anche davanti al gip, mantenendo la stessa linea nell’imminente interrogatorio di garanzia, arroccandosi nella strategia difensiva del silenzio.
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