Centro trasfusionale del Galliera, Usb: “Un disastro annunciato, chiuso di notte per carenza di personale”

Genova. “Un disastro annunciato”. Così l’Usb Pubblico Impiego definisce in una nota la cessione del centro trasfusionale del Galliera all’Azienda ospedaliera metropolitana come ramo d’azienda. Nei giorni scorsi la struttura è finita al centro della cronaca per la distruzione di 75 sacche di sangue a causa della frigoemoteca rimasta aperta nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 agosto.
“Da oltre 15 giorni – denuncia oggi il sindacato – il centro trasfusionale è chiuso nel servizio notturno per carenza di personale tecnico. Un disastro annunciato perchè era tutto facilmente prevedibile”.
Cosa comporta la chiusura del centro trasfusionale di notte? “Innanzitutto i rischi per i pazienti che necessitano di trasfusioni urgenti – secondo Usb Pubblico Impiego – perché i tempi di attesa ora dipenderanno dal centro trasfusionale del policlinico San Martino che ha già avviato un protocollo operativo al quale dovranno attenersi tutti i sanitari di tutti i reparti all’interno del Galliera. E i ritardi o gli errori umani potranno fare la differenza tra la vita e la morte di un paziente bisognoso di trasfusione”.
Il sindacato ricorda che “dal 1° maggio 2026 la dotazione organica del centro trasfusionale del Galliera è stata tagliata drasticamente: quattro tecnici sanitari di laboratorio biomedico, in base a quanto concordato nel verbale/confronto, sono rimasti alle dipendenze del Galliera e quindi sono stati trasferiti ad altro laboratorio. Stesso criterio applicato a tre infermieri rimasti alle dipendenze del Galliera”.
“Con i tagli sopra descritti l’organizzazione del lavoro è stata destrutturata e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti – prosegue l’Usb -. L’aumento dei carichi di lavoro e lo stress lavoro correlato a carico dei lavoratori era più che scontato. Ed era talmente evidente che, nel giro di qualche mese, sono diminuite le attività che venivano evase fino al 30 aprile 2026“.
“A questo punto ci chiediamo come intende agire la giunta regionale davanti a questo disastro organizzativo-gestionale. Perché siamo consapevoli che la risposta non potrà mai arrivare da chi ha causato e ideato tutto ciò”, concludono.




