Unione Comuni Planargia, Falchi attacca i sindaci dissidenti sulla difesa idraulica di Bosa: “Nascosta la verità”
Suni
Il presidente annuncia la convocazione dall’assemblea per la nomina della giunta: “Superando ogni atteggiamento e condotta ostativa”
Con un “udite, udite” i Sindaci di Bosa, Magomadas, Montresta e Tinnura ancora una volta puntano il dito sul Sindaco di Suni e neo eletto Presidente dell’Unione dei Comuni della Planargia sul tema “Opere di difesa idraulica della città di Bosa”, con una ricostruzione a sentimento, disallineata dalle risultanze della Conferenza di Servizi indetta dall’Unità di progetto Interventi commissariali contro il dissesto idrogeologico.
Un messaggio forviante, tendenzioso e mistificatorio, sconfessato apertamente dalla determinazione finale del Commissario per il rischio idrogeologico dell’Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici del 15 luglio 2025.
Si premette che il documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP ) ha previsto da parte della Regione Sardegna l’individuazione di soluzioni per l’eliminazione e la mitigazione del rischio idraulico dell’abitato di Bosa, in particolare di due interventi tra loro alternativi ossia la realizzazione di gallerie scolmatrici sotterranee, che attraversano il territorio di Suni oppure la realizzazione di una diga di laminazione in località San Martino nel territorio di Bosa, entrambi capaci di alleggerire le portate critiche del fiume Temo e garantire la sicurezza idraulica in corrispondenza della Città di Bosa.
Il confronto finale tra queste due soluzioni è stato effettuato da una commissione super partes di esperti tecnici (ingegneri idraulici, architetti, geologi, archeologi, naturalisti), presieduta dal commissario per il rischio idrogeologico, nominato dalla Regione Sardegna per risolvere definitivamente il problema delle alluvioni nel territorio di Bosa causate dal Fiume Temo.
Il risultato di questo confronto, che si è svolto con la realizzazione di numerose riunioni tra Cagliari e Bosa, con la partecipazione di Enti, Amministrazioni comunali e la popolazione dei territori coinvolti, è documentato negli atti della conferenza di servizi istruttoria, conclusasi il 15 luglio 2025, con il provvedimento finale emesso dal Commissario per il rischio idrogeologico.
Leggendo il richiamato provvedimento si colgono i seguenti fatti :
“nel DOCFAP la soluzione progettuale C1 rappresentata dalla realizzazione della diga di laminazione in località San Martino è caratterizzata da una migliore performance dal punto di vista idraulico in quanto riduce la portata in ingresso alla città di Bosa al valore di 488.1 mc/s mentre nella soluzione C2 (territorio di Suni) che prevede la realizzazione della galleria di derivazione la portata in ingresso alla città di Bosa è pari a 580.16 mc/s”;
“nel DOCFAP è stato effettuato un raffronto fra le alternative progettuali studiate, previa espressione di un giudizio per ogni alternativa e per ciascuno degli elementi significativi considerati, dal quale è emerso che l’alternativa C1, che prevede la diga di laminazione ubicata in località San Martino, ha ottenuto il maggior punteggio”;
“Amministrazione Comunale di Bosa afferma che, pur considerando la miglior performance idraulica della soluzione C1 (diga a San Martino), si devono considerare le seguenti criticità: vicinanza della diga all’abitato della città di Bosa e forti impatti sul territorio sia di tipo ambientale e soprattutto di tipo sociale. Infatti la realizzazione della diga a San Martino determinerebbe la perdita di territorio produttivo e l’eliminazione di tutte le strutture attualmente presenti nelle aree soggette all’ allagamento a monte della diga medesima. Tali impatti avrebbero ricadute sociali estremamente negative sul territorio. Per tale motivo esprime parere assolutamente negativo alla realizzazione della soluzione C1”
“il Genio Civile di Oristano ha espresso una preferenza per la soluzione C1 (realizzazione della diga di San Martino) in quanto presenta il vantaggio di costituire un intervento puntuale e le opere non trasferiscono portate in altri bacini idrografici”
La verità dei fatti sopra riportati fa capire in modo inequivocabile anche ai lettori meno esperti che la Conferenza per le Opere di difesa idraulica della città di Bosa ha finalmente individuato la soluzione tecnica capace di risolvere la storica problematica delle alluvioni del Temo in danno dell’abitato di Bosa, mediante la realizzazione di una diga di laminazione da costruire in località San Martino. La valutazione di questa soluzione si è basata unicamente su principi tecnici finalizzati alla salvaguardia dell’incolumità della popolazione e di protezione civile, espressi dagli Enti ed esperti tecnici super partes.
L’opera individuata, che ha un costo di circa 130 milioni di euro, è stata osteggiata unicamente dal Comune di Bosa che, attraverso la sua Amministrazione, ha espresso paradossalmente la sua contrarietà all’intervento, senza peraltro addurre giustificate motivazioni tecniche, che comprovino interessi prevalenti rispetto alla salvaguardia della vita umana ed al benessere della popolazione.
Riassumendo in breve, la soluzione ingegneristica, che ha superato il vaglio tecnico della commissione incaricata, è rappresentata dalla diga di San Martino; soluzione questa rifiutata dallo stesso Comune di Bosa, unico ad aver espresso parere contrario su questo importante progetto.
Inoltre, sempre leggendo il provvedimento finale emesso dal Commissario per il rischio idrogeologico, si evince che il procedimento regionale (Accordo quadro Servizi di Ingegneria. “Opere di difesa idraulica della città di Bosa”) continua comunque il suo iter e procede per le fasi successive di progettazione delle opere previste nel Rio Piras.
Salvo future, auspicabili e diverse valutazioni dell’autorità commissariale, permane unicamente nella responsabilità politica e morale dell’Amministrazione Comunale di Bosa, la scelta paradossale di rifiutare la risoluzione della difesa idraulica della città di Bosa e con essa tutti i benefici economici e sociali derivanti dalla eliminazione dei gravosi vincoli idraulici ed idrogeologici attualmente vigenti e dalla possibilità di vivere e operare in un territorio sicuro.
Un tema, che impone assoluto rigore informativo, diventa strumento denigratorio nei confronti di un Amministratore, e al contempo minimizza e declina responsabilità in materia di sicurezza e incolumità.
Orbene, all’opinione pubblica lasciamo la qualificazione delle grida manzoniane dei 4 Sindaci, che additano il Sindaco di Suni come colui che l’ha fatta da padrone nell’ambito del progetto Opere di difesa idraulica della città di Bosa! Colui che avrebbe portato <<la Regione Sardegna ad espiantare il progetto denominato “Opere di difesa idraulica della citta di Bosa, un intervento da, udite udite, 150 milioni di euro che, oltre a mettere in sicurezza la città del Temo, avrebbe generato un ‘indotto economico senza precedenti per tutto il territorio”.>>.
Gli atti istruttori della Conferenza di Servizi unitamente alla determinazione del 15.07.2025 assunta dall’Unità di progetto “Interventi commissariali contro il dissesto idrogeologico” sconfessano apertamente i contenuti rassegnati dai Sindaci di Bosa, Montresta, Magomadas e Tinnura.
A chiudere le porte non è certo la prepotenza del Sindaco di Suni, ma il parere tecnico e vincolante del Genio Civile e della commissione tecnica di esperti incaricata dalla regione, che ha valutato la diga di laminazione in località San Martino caratterizzata da una migliore performance dal punto di vista idraulico, in quanto riduce la portata in ingresso alla città di Bosa.
Non si entra nel merito delle altre osservazioni e critiche avanzate nei confronti del Sindaco di Suni nonché nei confronti del Sindaco di Modolo, lasciando comunque all’opinione pubblica il giudizio sullo spessore e sul valore dei rilievi, gridati alla bisogna dai 4 Sindaci. Si è ritenuto doveroso, richiamando gli atti del procedimento istruttorio della Conferenza di Servizi, eccepire l’infondatezza e la pretestuosità delle argomentazioni poste dai 4 Sindaci a sostegno dell’assunta estirpazione delle “Opere idrauliche a difesa della città di Bosa” da parte del Sindaco di Suni.
Mi preoccupa, e non poco, l’atteggiamento e lo spirito di chi opera e cerca di sensibilizzare il territorio attraverso dati e asserzioni privi di riscontro nella realtà.
A breve il Presidente dell’Unione dei Comuni convocherà l’assemblea dei Sindaci per la discussione e formazione della Giunta, superando ogni atteggiamento e condotta ostativa. L’intervento odierno si è reso necessario, oltre che doveroso, in ragione del fatto che sia stato strumentalizzato, abusato e distorto un tema di estrema delicatezza per denigrare e adombrare la figura del Sindaco di Suni, che in merito allo stesso tema si è fatto portavoce della propria comunità anche attraverso un atto deliberativo del Consiglio comunale.
Massimo Falchi – Sindaco di Suni e presidente dell’Unione dei comuni della Planargia
Mercoledì, 12 agosto 2026
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