Diasorin declassata a “sell”, per Ubs salgono pressioni competitive
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Scivola Diasorin a Piazza Affari (FTSE MIB) dopo il declassamento da parte degli analisti di Ubs, che hanno rivisto la raccomandazione da ‘neutral’ a ‘sell’ e hanno abbassato il target price a 55 euro per azione da 66 euro. Il titolo della società di diagnostica mantiene comunque un guadagno da inizio anno pari a circa il 7%.
Nel dettaglio, secondo gli analisti, le aspettative della società sull’andamento del suo core business dell’immunodiagnostica potrebbero «aver superato la realtà competitiva». Il gruppo, infatti, prevede che questo segmento continui a crescere sopra la media del mercato, come avvenuto negli ultimi anni, ma gli esperti si dicono «prudenti» per via «dell’aumento della pressione competitiva (tubercolosi latente, Lyme) e delle difficoltà in Cina». Il consenso stima un Cagr dei ricavi di circa il 5,5% fino al 2030, mentre gli analisti di Ubs sono più cauti, con una crescita stimata del 4% a causa dei «rischi competitivi». Per quanto riguarda il mercato della diagnostica molecolare, la società prevede una significativa accelerazione grazie alla nuova piattaforma Liaison Nes: «la nostra analisi di mercato – continuano gli analisti – suggerisce che Nes, pur essendo un prodotto di nicchia, dovrebbe conquistare una quota molto consistente della crescita per soddisfare le aspettative».
Per questi motivi Ubs stima per il 2026 una crescita dei ricavi del 4% a cambi costanti e un margine Ebitda adjusted del 31,7%, al di sotto del consenso (crescita del 5% e margine del 32,4%) e della guidance. Nel medio periodo, prevedono un Cagr dei ricavi del 5%, rispetto a circa il 6,5% stimato dal consenso, e un mix meno favorevole per i margini. Nel complesso, Ubs stima un Ebit del 4% inferiore al consenso quest’anno, del 6% l’anno prossimo e del 5-6% negli anni successivi.
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