Sant’Anna grida per la pace. Giani: “Qui nasce la nostra Costituzione”
Dal borgo dove furono trucidate 560 persone un appello alla responsabilità e contro l’indifferenza
Scritto da Walter Fortini, mercoledì 12 agosto 2026 alle 16:08
Da Sant’Anna di Stazzema, in vetta ad un un monte che si affaccia come una terrazza naturale sul mare della Versilia (e dove non si arriva per caso, dove per caso non arrivarono certo le SS armate tedesche guidate da collaborazioniste e collaborazionisti fascisti italiani locali, con il volto coperto a metà da un fazzoletto), risuona ottantadue anni dopo la strage che si consumò in tre ore poco dopo l’alba del 12 agosto 1944 un grido forte per la pace e contro la guerra. Per l’Ucraina e Gaza. Per le tante altre guerre contemporanee dimenticate. Un grido contro l’indifferenza, un invito a stare dalla parte giusta. Un richiamo, corale, alla responsabilità e una presa di posizione netta, condivisa, contro il fascismo italiano, i fascismi nel mondo e il nazismo.
La commemorazione di Sant’Anna non è solo un rito. E’ un impegno di cittadinanza attiva, che si ripete di anno in anno. E’ un filo rosso che unisce la Costituzione italiana alla sofferenza degli eccidi, il sacrificio e la lotta di liberazione dei partigiani, l’antifascismo.
“Ottanta anni fa nasceva la nostra Costituzione, che come ci ricorda Piero Calamandrei poggia sul dolore di chi patì stragi ed eccid
“Da Sant’Anna vogliamo lanciare un messaggio di cultura di pace che parte dalle persone” ricorda Mia Diop, vice presidente della Toscana, che oggi, dopo la commemorazione, ha inaugurato la tradizionale mostra con disegni dei bambini organizzata a Sant’Anna da Colours for peace, che quest’anno si arricchisce di un nuovo percorso di educazione alla pace destinato all’Asia meridionale e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. “I bambini – dice – ci lanciano un messaggio importante, per tutelare noi e il loro futuro”.
“Dobbiamo educare i giovani a non essere mai indifferenti – sottolinea l’assessora alla cultura della memoria, Alessandra Nardini – perché uno dei grandi mali di quegli anni fu esattamente questo: ci fu chi scelse, e chi finse di non vedere e di non sapere cosa stava accadendo. Questo significa non voltarci oggi all’altra parte di fronte alle guerre che insanguinano il mondo, di fronte ai massacri, di fronte al genocidio che si sta continuando a consumare a Gaza”.
Contro l’indifferenza e dalla parte della Costituzione. “Sant’Anna non può essere il ricordo della strage – aggiunge il sottosegretario alla presidenza Bernard Dika – ma dobbiamo domanda
Dal monumento ossario sul crinale il presidente della Toscana parla a braccio. Dopo di lui sarà la volta dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, oratore ufficiale di questa edizione, e del vice presidente del Consiglio e ministro degli affari esteri Antonio Tajani. Dal palco parlano anche tre ragazzi e ragazze tedesche e un italiano, protagonisti del campo della pace che da diversi anni è occassione di dialogo tra le giovani generazioni dei due paesi.
“Il fascismo – dice Giani – è stato il momento più cupo e basso di caduta della civiltà umana”. “Da giugno a settembre 1944 furono uccise in Toscana 4500 persone civili inermi, vittime senza motivo di più di duecento eccidi nazifascisti”. Una parte di questi eccidi, ricorda Giani, sono da poche settimane uniti in una rete di sentieri che collegano Pietrasanta e Sant’Anna di Stazzema a Monte Sole a Marzabotto. Un altro modo per non dimenticare. Un pellegrinaggio laico che unisce passato e futuro. Da Sant’Anna, non per un caso, è nata la proposta di legge popolare contro la vendita di gadget fascisti. “Quella proposta di legge firmata da 250 mila persone – si lamenta il sindaco Maurizio Verona – è bloccata in Commissione in Parlamento dal 2022. In una democrazia una legge si può approvare o respingere, ma non lasciare a prendere polvere. Senza rispetto per le tante persone che l’hanno sostenuta”.
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