Emilia Romagna

Offrire servizi agli studenti tutto l’anno


La Regione Emilia-Romagna ha avviato un progetto al quale aderisce anche il Comune di Ravenna, individuando luoghi climatizzati nei quali i cittadini possano trovare riparo durante le giornate più calde. Ma proprio ad agosto, nel periodo in cui le temperature restano elevate e molti universitari sono alle prese con la preparazione degli esami di settembre, le principali biblioteche cittadine chiudono contemporaneamente.

A sollevare la questione sono Falco Caponegro, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, e Dora Poletti, presidente di Azione Universitaria Ravenna, dopo la segnalazione apparsa sulla stampa locale di una studentessa universitaria rimasta senza uno spazio adeguato nel quale studiare.

“La Classense è chiusa dal 10 al 20 agosto, Palazzo Corradini dall’8 al 23 e la biblioteca Oriani dal 10 al 23. Non stiamo parlando di studenti che pretendono un servizio superfluo nel giorno di Ferragosto: parliamo di ragazzi che stanno preparando la sessione di settembre e che, magari, sono anche fuori sede e trascorrono l’estate a Ravenna – sottolineano Caponegro e Poletti -. A livello nazionale e locale, il centrosinistra insiste da tempo sulla necessità di mettere a disposizione luoghi pubblici freschi e accessibili durante le ondate di calore. A Ravenna abbiamo persino aderito al progetto delle oasi climatiche. E allora viene spontanea una domanda: quale migliore oasi climatica per uno studente di una biblioteca climatizzata, silenziosa, dotata di Wi-Fi, tavoli e postazioni per studiare? Non dobbiamo nemmeno inventarla: esiste già. Basterebbe tenerla aperta”.

Il paradosso, secondo Poletti, è evidente: “Si cercano nuovi luoghi nei quali offrire riparo dal caldo e contemporaneamente si chiudono proprio quelli che sarebbero naturalmente adatti ad accogliere gli studenti. Tra l’altro nel periodo in cui molti di loro stanno preparando gli esami di settembre. Gli studenti non possono essere considerati una risorsa soltanto quando si parla di attrattività, iscrizioni o crescita del Campus. Chi sceglie Ravenna per studiare deve trovare una città capace di accompagnarlo durante tutto l’anno. Per un fuori sede, in particolare, una biblioteca o un’aula studio non rappresentano un servizio accessorio: spesso sono l’unico luogo realmente adeguato nel quale poter preparare un esame”.

Caponegro sottolinea come la questione non debba trasformarsi in una polemica contro i lavoratori delle biblioteche: “È evidente che i dipendenti abbiano diritto alle ferie e nessuno pensa il contrario. Il punto è l’organizzazione del servizio: possibile che tra Comune, Fondazione Flaminia, Università e le diverse istituzioni culturali non si riesca a coordinare un calendario che eviti la chiusura contemporanea dei principali spazi di studio? Si possono prevedere turnazioni, aperture alternate oppure individuare almeno una struttura da mantenere disponibile. Ravenna rivendica da anni, giustamente, la propria vocazione universitaria. Ma una città universitaria non si costruisce con le dichiarazioni o mettendo la parola “università” nei comunicati stampa. Una città è davvero universitaria quando offre servizi agli studenti anche quando è più complicato farlo”.

Caponegro e Poletti propongono quindi una soluzione concreta: “Chiediamo che per il futuro venga garantita durante tutto il periodo estivo almeno una biblioteca o un’aula studio climatizzata aperta, coordinando i calendari delle diverse strutture. Se questo non fosse possibile, il Comune potrebbe individuare temporaneamente altri locali pubblici idonei e facilmente accessibili. Fa riflettere che una studentessa abbia raccontato di essere arrivata a studiare al Mercato Coperto, tra tavoli, turisti e camerieri. È un’immagine che vale più di tanti convegni sull’attrattività universitaria di Ravenna”.

“Le oasi climatiche possono certamente essere un’iniziativa utile – concludono -. Ma prima di moltiplicare progetti, slogan e nuove definizioni, cominciamo a utilizzare bene quello che abbiamo già. Una biblioteca aperta ad agosto sarebbe contemporaneamente un servizio culturale, un’aula studio e, guarda caso, anche un’ottima oasi climatica. Meno slogan e più attenzione concreta agli studenti che hanno scelto Ravenna”.


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