Camper, van e tende sul Carso: «Non trasformiamo i parcheggi in campeggi gratuiti»
11 agosto 2026 – ore 16:30 – Dodici camper in una sola mattina sulla Napoleonica, quasi tutti con targa estera. Alcuni ancora occupati, con persone sistemate all’esterno dei mezzi. Una scena che, secondo la segnalazione di un lettore comparsa sulla pagina Facebook Sei di Trieste se…?, non sarebbe più un episodio isolato, ma il segnale di una presenza sempre più frequente di camper, van e tende nelle aree del Carso triestino. «Oggi in Carso tende e auto, ieri mattina sulla Napoleonica ho contato 12 camper. Dodici», racconta il lettore, sottolineando come il fenomeno sembri ripetersi con sempre maggiore frequenza. «Praticamente tutti con targa estera, gente che aveva passato lì la notte, qualcuno tranquillamente sistemato anche fuori dal camper».
Il punto, nella sua riflessione, non è mettere sotto accusa chi sceglie il camper come modalità di viaggio. Anzi. Il turismo itinerante rappresenta a tutti gli effetti una risorsa, soprattutto per un territorio come quello triestino, che negli ultimi anni ha visto crescere in maniera significativa la propria attrattività turistica. Il problema nasce quando la sosta notturna si trasforma, di fatto, in campeggio libero in aree che non sono state pensate né attrezzate per accogliere questo tipo di permanenza.
«Sul Carso ne vedo sempre di più. Camper, van, tende. Parcheggi e piazzole che poco alla volta stanno diventando campeggi gratuiti», osserva il lettore, che pone una questione soprattutto di gestione del fenomeno. Sul territorio esistono infatti strutture e aree dedicate alla sosta dei camper e al campeggio, dove sono disponibili servizi indispensabili: servizi igienici, acqua, raccolta dei rifiuti e sistemi per lo scarico delle acque reflue. Strutture che hanno costi di gestione e che devono rispettare precise normative.
Ed è proprio questo uno degli aspetti sollevati dalla segnalazione. Chi gestisce una struttura ricettiva deve sostenere costi, rispettare regole, registrare gli ospiti, sottoporsi ai controlli e, dove previsto, applicare l’imposta di soggiorno.Lo stesso vale per i campeggi, che devono garantire servizi e condizioni adeguate all’accoglienza. La domanda, quindi, è semplice: cosa accade quando un numero crescente di persone sceglie invece di trascorrere la notte gratuitamente in un parcheggio, in una piazzola o ai margini di una strada?
Non significa, naturalmente, sostenere che ogni camperista abbandoni rifiuti o scarichi abusivamente i propri serbatoi. Sarebbe una generalizzazione ingiusta. Ma la permanenza prolungata di mezzi e persone in luoghi privi di servizi pone inevitabilmente un problema di gestione dei rifiuti, dei servizi igienici e dell’impatto sul territorio.
Il Carso, inoltre, non è uno spazio qualsiasi. È un territorio fragile, caratterizzato da un patrimonio naturalistico e paesaggistico che proprio in questi anni viene sempre più valorizzato come elemento dell’offerta turistica triestina. Aumentare i flussi senza predisporre adeguati strumenti per governarli rischia di produrre l’effetto contrario: più visitatori, ma anche maggiore pressione sulle aree più delicate.
Da qui la proposta, implicita anche nella segnalazione: se le aree attrezzate non sono sufficienti, se ne realizzino di nuove. Non necessariamente grandi strutture o soluzioni costose, ma spazi organizzati, accessibili e dotati dei servizi essenziali, magari con tariffe contenute. Un modo per intercettare il turismo itinerante senza lasciare che la sosta si distribuisca spontaneamente sul territorio.
Perché il tema non è, in fondo, camper contro alberghi o residenti contro turisti. Il turismo in camper può portare visitatori, consumi e nuove opportunità economiche. Chi arriva a Trieste, visita la città, percorre il Carso e si ferma nei ristoranti e nei locali è una presenza positiva.
La questione riguarda piuttosto le regole. Se si sceglie di dormire per una notte durante un viaggio, la sosta è una cosa; se invece si tende, si aprono tavoli e sedie, si trascorrono più giorni nello stesso luogo e si utilizzano gli spazi pubblici come una vera piazzola di campeggio, il confine con il campeggio libero diventa molto più evidente.
E proprio quel confine rischia di diventare sempre più difficile da gestire se il fenomeno continuerà a crescere.
Dodici camper sulla Napoleonica in una sola mattina possono essere soltanto una fotografia estiva. Oppure possono rappresentare l’inizio di una tendenza. La differenza la farà la capacità del territorio di accorgersene per tempo e di trovare una soluzione prima che parcheggi e piazzole diventino, senza alcuna programmazione, campeggi improvvisati.
Il turismo è una grande opportunità per Trieste e per il suo Carso. Ma proprio perché i visitatori aumentano, cresce anche la necessità di governarne i flussi. Non si tratta di chiudere le porte ai camperisti, ma di offrire loro luoghi adeguati dove fermarsi.
Perché il Carso può essere un luogo da visitare, conoscere e vivere. Ma non può diventare, semplicemente perché mancano alternative organizzate, un campeggio gratuito a cielo aperto.
Articolo di Lorenzo Degrassi




