Segrega, picchia la compagna per anni e violenta la figliastra 14enne
Subito dopo l’avvio della loro relazione, iniziata per lei come il sogno del principe azzurro, avrebbe isolato la sua giovane compagna da amici e familiari, impedendole ogni contatto con il mondo esterno, segregandola in casa, picchiandola e offendendola, minacciandola anche con l’uso di armi che teneva a disposizione e sottoponendola a vessazioni di ogni genere, terrorizzando e picchiando i loro bambini, persino costringendoli a dormire in una stanza umida, piena di muffa, in tre in un letto troppo piccolo.
Poi avrebbe violentato per anni la figlia della donna, avuta da un precedente matrimonio, da quando lei ne aveva 12, fino ai 16, controllandone le frequentazioni, impedendole le uscite, di andare alla gita scolastica, avere un fidanzato e persino di tagliarsi i capelli, dimostrando un comportamento possessivo e violento. Il tutto con la complicità dei genitori e delle due sorelle, nella cui abitazione vivevano. Fino a quando il coraggio della ragazzina, esplosa in una confessione liberatoria, non ha dato la forza a sua madre di cambiare le esistenze di tutti.
L’inferno in cui la donna ha vissuto per 10 anni è terminato con la sua lunghissima denuncia ai carabinieri, assistita dai volontari dell’associazione Gens Nova, che l’ha sostenuta fino a luglio scorso, quando il suo ex compagno è stato mandato in carcere dal gip Alfredo Ferraro. L’uomo, un 36enne del Barese, è accusato di violenza sessuale continuata e aggravata anche dal fatto che la sua vittima era minore di 14 anni, e maltrattamenti contro familiari, continuati e aggravati. La storia raccontata a due voci dalla donna e da sua figlia ha contorni agghiaccianti: persecuzioni durate anche dopo che la donna era andata via di casa con i suoi figli, minacce con il supporto dei genitori, il controllo esercitato persino con due droni, e infine i post su Instagram, che annunciano vendetta. Le parole di sua figlia narrano invece tutti i ricatti ai quali era stata sottoposta, le violenze sessuali in una casa di campagna o in auto, le foto intime scattate di nascosta e per farla tacere, l’immancabile minaccia: se lo dici a qualcuno gli farò del male.




