Qui si trova l’eccellenza dell’artigianato artistico

Il professore Giuliano Centrodi, storico dell’arte orafa, maestro orafo e curatore aretino invita tutti a visitare la 56 ͣ edizione della Mostra dell’artigianato artistico abruzzese, a Guardiagrele fino al 23 agosto. «Qui si trova l’eccellenza dell’artigianato artistico con una tradizione straordinaria. I gioielli abruzzesi sono diventati storia come la Presentosa, la ricerca di una filigrana differente. Ecco, c’è tanta voglia di apportare delle novità al settore per ottenere il più fine artigianato. Venite a vederla, ne vale davvero la pena» spiega Centrodi, celebre per il suo lavoro come direttore e conservatore del museo Unoaerre e curatore scientifico del museo Orodautore di Arezzo e che da alcuni anni partecipa alla commissione per la valutazione delle opere nei vari concorsi.
«Il tema della rassegna di questo anno», prosegue Centrodi, «è l’armonia, che nell’arte è sempre stata ricercata, nel Rinascimento in particolar modo. E questo tema emerge tanto nelle opere esposte in questa edizione: dal ferro battuto, all’oreficeria, dalla ceramica alla maiolica al mosaico e in altro ancora. Sono opere d’indiscutibile livello. Guardiagrele, poi, è una città importante nel settore dell’artigianato, è all’avanguardia e se ne parla dappertutto. Questa mostra e Guardiagrele aiutano anche a non perdere il cosiddetto “fatto ad arte”, il “fatto a mano”. È un vero peccato che anche i vecchi istituti d’arte, che sono diventati tutti Licei artistici, abbiano perso il concetto di manualità, non c’è più chi insegna, anche nell’oreficeria, come si lavora: è rimasta soltanto la progettazione. Ci vorrebbe una sferzata per il ritorno alla manualità, il motore più importante della produzione orafa. E da Guardiagrele ogni anno parte un messaggio importante per il recupero della tradizione. Ho sempre lavorato nel settore dell’oreficeria e ai ragazzi di oggi dico: guardate ciò che abbiamo fatto dal Dopoguerra, soprattutto per il gioiello d’artista. Ma se valuto le opere che oggi gli studenti realizzano, penso che questo settore abbia comunque un grande futuro: c’è una forte tradizione alle spalle che non deve morire e le scuole d’arte devono aiutare a conservarla, a tramandarla e a
innovarla».
Un cenno, Centrodi lo fa anche a Nicola da Guardiagrele (1385-1462 circa), orafo, scultore e pittore, che dedicò la sua fama di artista quasi esclusivamente all’oreficeria, firmando ostensori, croci processionali, busti-reliquiario, paliotti d’altare, ma anche sculture e dipinti su tavola. «Nicola da Guardiagrele», sottolinea lo storico dell’arte orafa, «è stato un grande artista, e sapeva di esserlo, non soltanto nel panorama artistico dell’Abruzzo del suo tempo, ma anche italiano. Venne a “sciacquare i panni” anche a Firenze nella bottega del Ghiberti e si vede benissimo nei paliotti, in particolare in quello di Teramo, e nelle grandi croci. Antonio Paolucci, storico dell’arte, ex ministro, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e direttore dei Musei Vaticani, diceva sempre che Nicola da Guardiagrele era un grandissimo che poteva stare insieme ai grandi artisti fiorentini del Tardo Gotico e del Rinascimento».
La rassegna a Guardiagrele
Nel frattempo proseguono le attività gratuite del Campus scuola delle arti, riservate ai ragazzi dai 6 ai 14 anni. Sabato scorso si è tenuta la lezione “Musica in Armonia” con Antonio Di Leonardo e Francesco D’Addazio di Città della Musica sul tema “Com’è fatto un organetto abruzzese du’ botte con un piccolo concerto dimostrativo. «Ho raccontato ai ragazzi la storia della Città della musica, di come è nata oltre 150 anni fa», ha spiegato Di Leonardo, un esempio di quanto la forza e la voglia di seguire la propria passione, quel sentire che ognuno di noi ha dentro, può generare cose incredibili. Se il nonno di mio nonno, nel lontano 1869, non avesse seguito la passione di costruire gli organetti, avrebbe fatto il contadino come volevano i suoi genitori».
La 56 ͣ Mostra dell’artigianato artistico abruzzese è aperta fino al 23 agosto, con ingresso libero (orari 10.30-12.30 e 15-20.30). Questa edizione della mostra non è allestita nella sede del Palazzo dell’artigianato di via Roma, dove sono in corso i lavori di ristrutturazione, ma nel Palazzo scolastico di via Cavalieri e in 12 sale espositive nel centro storico, tanto da formare una rassegna diffusa.
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