Umbria

“Ora anche il Pd ci dà ragione sui tre Centri”


Resta acceso il dibattito attorno alla questione del Piano regionale sulla salute mentale, in particolare sui tre Centri di Perugia. A tornare sul tema è il consigliere regionale Matteo Giambartolomei che, qualche settimana fa in una nota diffusa insieme alla consigliera comunale di Perugia Elena Fruganti, aveva denunciato lo “smantellamento della rete dei Centri per la salute mentale” in particolare, i tre Centri perugini “in via XIV Settembre, in via Lunghi e in via Simpatica”. La nota era stata diffusa a seguito della preadozione da parte della giunta regionale del Piano di azione per la salute mentale.

“Alla fine anche il Partito Democratico di Perugia è stato costretto ad ammettere quello che avevamo denunciato: i tre Centri di Salute Mentale di via XIV Settembre, Bellocchio e Ponte San Giovanni devono essere salvaguardati. Peccato che il Pd governi la Regione che ha preadottato il Piano contro il quale oggi lo stesso Pd perugino sente il bisogno di prendere posizione” dichiara l’esponente di Fratelli d’Italia dopo la presa di posizione del Pd di Perugia a difesa dei tre Csm del territorio.

“Quando abbiamo sollevato il caso leggendo semplicemente ciò che era scritto negli atti, la sindaca Vittoria Ferdinandi ha replicato alla nostra denuncia ricordandoci persino che ‘il lavoro di un sindaco non si misura in proclami o comunicati stampa’. Oggi il suo stesso partito interviene con un comunicato per chiedere sostanzialmente ciò che chiedevamo noi: mantenere i tre Csm e salvaguardare la rete territoriale. A questo punto la domanda è inevitabile: avevamo sollevato un problema inesistente oppure avevamo ragione? La risposta l’ha appena data il Pd” ha sottolineato Giambartolomei.

Per il consigliere regionale “Il cortocircuito politico è ormai evidente: il Pd governa la Regione, sostiene la Giunta che ha preadottato il Piano e contemporaneamente il Pd di Perugia protesta contro le conseguenze di quel Piano. Siamo al paradosso di un partito che riesce a essere maggioranza e opposizione di se stesso: decide a Palazzo Donini e protesta a Perugia contro ciò che ha deciso”.

Giambartolomei specifica che: “Un comunicato stampa, però, non basta per mettersi la coscienza a posto. Il Piano non è stato preadottato da Fratelli d’Italia, ma dalla Giunta regionale di centrosinistra. Se il Pd di Perugia ritiene che i tre Csm debbano rimanere e che la rete esistente debba essere salvaguardata, chieda formalmente alla propria Giunta regionale di modificare il Piano. Non deve convincere noi: deve convincere la maggioranza di cui fa parte. Governa la Regione e ha tutti gli strumenti politici per intervenire. Si assuma quindi la responsabilità di governare”.

A conclusione, il consigliere afferma che: “Fratelli d’Italia è stato chiaro fin dall’inizio e non deve cambiare una virgola: la rete territoriale della salute mentale di Perugia non può essere impoverita e i tre Csm devono essere salvaguardati. Oggi una cosa è definitivamente chiarita: non avevamo lanciato nessun allarme strumentale. Avevamo letto gli atti e posto un problema reale. Il Pd ci è arrivato qualche giorno dopo. Adesso dalle parole passi ai fatti e chieda alla propria Giunta di modificare il Piano. Aspettiamo che, dopo il Pd di Perugia, ci arrivi anche Palazzo Donini”.


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