Piemonte

“Carceri fuori controllo in Piemonte”, fioccano le segnalazioni


L’estate non porta tregua nelle carceri del Piemonte. Agosto si è aperto sotto il segno di una raffica di segnalazioni che arrivano da Torino, Aosta e Ivrea. Una situazione che l’Osapp non esita a definire di «caos organizzativo», in una nota “urgentissima” al Provveditorato, al Dap e all’ispettorato della Funzione Pubblica: «Turni che si allungano, agenti trattenuti in servizio, una distribuzione del personale che appare sempre più difficile da comprendere», tuona il sindacato.

Nel carcere di Torino la programmazione dei servizi è diventata «un concetto quasi astratto — si legge — il personale è ostaggio della disorganizzazione». Lunedì mattina due agenti donne hanno smontato dal servizio oltre le 8, dopo avere iniziato il turno alle 15 di domenica. Risultato? Oltre 17 ore consecutive di servizio. «Siamo carne da macello», denunciano gli operatori.

Le segnalazioni parlano di un carcere «fuori controllo» dove la gestione è un gioco di incastri: «Manca personale? Rimane l’ultimo agente. Il cambio non arriva? Rimane l’ultimo agente. La programmazione salta? Tranquilli: l’ultimo agente è ancora lì», ironizza provocatoriamente il sindacato. A questo si aggiunge un ambiente di lavoro definito «invivibile e insalubre», con la mensa paragonata a una «fornace» in assenza di condizionatori e padiglioni infestati da «scarafaggi e pantegane», condizioni per le quali è stato invocato l’intervento dell’Asl e dello Spresal. Con 49 aggressioni da parte dei detenuti registrate da inizio anno solo a Torino, la tensione è alle stelle.

A Ivrea emergono casi di dipendenti assegnati a 11 notti in un solo mese. «Un vero massacro», tuona il sindacato, che ha chiesto un intervento ispettivo.

Ad Aosta, la tensione è altissima. La programmazione dei turni di agosto, che avrebbe dovuto essere affissa nei termini previsti per legge (almeno 7 giorni prima di inizio mese), ha subito ritardi a causa delle «molteplici reiterate assenze dal servizio a vario titolo», come giustificato in una nota interna dalla comandante di reparto, che evidenzia come gli «eventi critici continui» abbiano costretto a richiamare personale dagli uffici e ad annullare i riposi programmati. Sempre ad Aosta, a giugno sei agenti avevano scritto ai sindacati lamentando «insulti, strattoni e minacce dai superiori», che sembrerebbero «non essere terminati», come sottolineano voci interne. Sul caso di Aosta l’Osapp aveva chiesto un’immediata ispezione, a oggi nulla è stato fatto. Infine l’evasione di pochi giorni fa a Torino, dove un detenuto in visita è riuscito a fuggire strattonando la scorta (poi riacciuffato), è l’ultimo campanello d’allarme. Il sindacato lamenta l’aumento delle uscite dal carcere per visite in strutture esterne: dal primo giugno al 10 agosto 2025, erano usciti 277 detenuti, nello stesso periodo quest’anno 286.


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