Murales con donne di colore, braccio di ferro con il Comune di Bolzano

BOLZANO. Braccio di ferro in Comune sul colore della pelle delle donne, scelto per il murales che dovrebbe completare il progetto dedicato al talento femminile, sui muri della scuola Ada Negri di viale Druso. Le rappresentazioni femminili essendo ispirate ai tarocchi, secondo l’assessora Patrizia Brillo avrebbero dovuto essere di colore bianco/rosato, ma le artiste hanno optato per il nero. Per poi – davanti alla richiesta di spiegazioni dell’assessora – virare sull’ottanio. Alla fine tutto si sarebbe arenato davanti all’aut aut delle artiste: o così o niente. È evidente che la discussione in atto più che di tipo cromatico è culturale. Ed emerge chiaramente dalla spiegazione fornita dall’assessora che parla di cultura woke; non abbiamo la versione delle artiste, perché non siamo riusciti a contattarle.
Il talento femminile
«Il progetto Ella – spiega Brillo – nasce con un obiettivo di valorizzare la figura della donna, il suo talento, la sua creatività e il suo ruolo nella società. È un progetto importante, che merita di essere ricordato per il messaggio che vuole trasmettere. Per questo è auspicabile che nelle simbologie rappresentate si riconoscano il maggior numero di donne. Nel progetto è prevista la realizzazione di un murales. Mi è stato presentato un bozzetto ispirato ai tarocchi nel quale le figure dell’Imperatrice e del Mondo erano rappresentate con il colore della pelle nero, in una reinterpretazione rispetto alla loro iconografia tradizionale». Di qui la richiesta di spiegazioni per “comprendere il significato di quella scelta”.
Estetica o simbologia?
«In un primo momento mi è stato risposto che si trattava di una scelta estetica. Solo successivamente è stata motivata con ragioni simboliche. A quel punto ho espresso una riflessione che ritengo assolutamente legittima».
Ne è nata una discussione innanzitutto sui tarocchi. «Se si decide di utilizzare i tarocchi come elemento centrale di un’opera pubblica, non si possono considerare come semplici immagini. Ogni Arcano Maggiore possiede un preciso significato simbolico, esoterico e culturale costruito nel corso dei secoli. Nulla, nei tarocchi, è casuale: ogni figura, ogni colore, ogni simbolo dialoga con gli altri e contribuisce a costruire un linguaggio complesso».
Dal nero all’ottanio.
«Ho chiesto che si riflettesse sulla coerenza dell’opera rispetto alla tradizione iconografica dei tarocchi. Come proposta mi è stato persino suggerito di utilizzare in alternativa il colore ottanio, una soluzione che non ho capito». Da qui sarebbe arrivato l’aut aut delle artiste: «Mi sarei aspettata un confronto. Invece mi è stato detto che il murales si sarebbe realizzato esclusivamente in quella forma o non si sarebbe fatto. È questo il punto che mi ha maggiormente colpita. Credo che la cultura viva di dialogo, non di ultimatum».
«Nessuno – prosegue l’assessora – mette in discussione la libertà creativa. Ma proprio perché si tratta di simboli così profondi e ricchi di significato, penso sia doveroso conoscerli e rispettarne il contesto storico e culturale. Non è un caso che grandi artisti abbiano dialogato con il mondo dei tarocchi. Salvador Dalí, Guttuso, De Chirico, Niki de Saint Phalle e Leonora Carrington hanno saputo reinterpretare gli Arcani con sensibilità moderne e personali, senza mai perdere il legame con il loro significato più profondo».
Per Brillo il caso del murales con le donne dalla pelle nera impone una riflessione più ampia che è di tipo culturale. «Ho l’impressione che oggi si stia affermando un modo di intendere la cultura secondo cui tutto può essere riscritto, modificato o reinterpretato esclusivamente alla luce delle sensibilità del presente. Una visione che molti definiscono woke. Personalmente credo che il progresso non passi dalla sostituzione della storia con nuove letture ideologiche».
Adesso tutto si è arenato. «Il progetto Ella merita di essere ricordato per ciò che rappresenta: un omaggio al talento delle donne. Mi auguro che in futuro si possa discutere con maggiore serenità, ascoltando anche chi esprime un punto di vista diverso». A.M.
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