Operaio morto a Salto di Montese, la Fillea Cgil: “Sono operaicidi, basta fatalità”

Un lavoratore di 60 anni, Khaled Mehri, ha perso la vita giovedì 7 agosto in un cantiere edile a Salto di Montese. La Fillea Cgil Modena ha reagito esprimendo cordoglio alla famiglia e ai colleghi della vittima, ma lanciando anche un appello urgente a fermare quella che il sindacato definisce “la strage nei luoghi di lavoro”.
Cordoglio e denuncia
“Come Fillea Cgil Modena esprimiamo vicinanza e cordoglio alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone che gli erano vicine”, si legge nella nota. Ma il sindacato degli edili va oltre il dolore del momento: “Di fronte all’ennesimo lavoratore che esce di casa per guadagnarsi da vivere e non vi fa più ritorno, il cordoglio non può bastare”.
La Fillea Cgil Modena definisce queste tragedie “morti del dovere” e invoca il diritto di ogni lavoratore “di tornare a casa sano e salvo alla fine di ogni turno”.
I numeri di una strage
Il comunicato cita i dati Inail: nel 2025 sono state denunciate 1.093 morti sul lavoro, pari a circa tre vittime al giorno, considerando anche gli infortuni mortali in itinere.
“Non possiamo quindi continuare a parlare di fatalità, di ‘morti bianche’ o limitarci a considerare ogni episodio come un incidente isolato”, scrive il sindacato. “Quando un fenomeno si ripete con questa frequenza, parlare soltanto di incidente rischia di nascondere una responsabilità che è invece collettiva. Sono morti sul lavoro, sono operaicidi”.
Le richieste del sindacato
La Fillea Cgil Modena chiede più prevenzione, più controlli nei luoghi di lavoro, più personale ispettivo e “una formazione vera e continua, costruita sulle condizioni concrete in cui si lavora”. Richiede inoltre di contrastare “ogni forma di irregolarità e ogni organizzazione del lavoro che metta tempi, produzione e profitto davanti alla salute e alla vita delle persone”.
Un richiamo particolare viene rivolto al settore delle costruzioni, dove “cantieri, mezzi, lavorazioni in quota, movimentazione dei materiali e attività particolarmente rischiose richiedono attenzione quotidiana e responsabilità lungo tutta la filiera, a partire dalle imprese e dalle committenze”.
Il sindacato conclude rivolgendosi a istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali e alla società intera: “Contrastare le morti sul lavoro è una responsabilità collettiva e deve diventare una priorità politica permanente. Non possiamo abituarci. Non possiamo considerare normale che in Italia si continui a morire di lavoro”.
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