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Maturità 2026: i numeri premiano gli studenti, ma il pediatra lancia l’allarme: “Esame da abolire, costa 57mila euro a bocciato”

La Maturità 2026 si è chiusa con numeri che raccontano una storia fatta di impegno, regolarità e capacità di valutazione. Ma quei numeri, letti con occhio critico, potrebbero anche decretare la fine dell’esame di Stato così come lo conosciamo.

A lanciare la provocazione, forte di dati statistici inoppugnabili, è il professor Italo Farnetani, pediatra e docente universitario, che all’Adnkronos Salute offre una lettura a tutto tondo dei risultati diffusi in queste ore dal Ministero. E il verdetto, per quanto riguarda la popolazione studentesca, è ampiamente positivo: “Gli adolescenti italiani costituiscono una popolazione di studenti seri e impegnati”. Ma la riflessione che ne consegue è destinata a far discutere.

La curva perfetta: quando la statistica incontra la scuola

Farnetani parte da un dato apparentemente tecnico, ma di straordinaria rilevanza: la distribuzione dei voti di maturità segue fedelmente la curva gaussiana, la stessa che regola fenomeni biologici come peso e altezza in età evolutiva.

“Il 2,9% degli studenti ha ottenuto il 100 e lode, corrispondente alla fascia ‘superiore’ della curva; il 3,3% non è stato ammesso all’esame, rappresentando la quota ‘inferiore’; la fascia più numerosa è quella dei voti 71-80, che raccoglie il 30,1% degli studenti e costituisce il valore medio atteso”, spiega il pediatra.

Una fotografia che restituisce un’immagine rassicurante del sistema scolastico italiano, ma che nasconde anche un paradosso.

Studenti modello e scuole all’altezza: i numeri che confortano

I dati parlano chiaro: il 96,5% degli studenti è stato ammesso all’esame, un risultato che testimonia la regolarità e la serietà del percorso formativo dei ragazzi italiani.

Ma c’è di più. La capacità valutativa delle scuole si rivela sorprendentemente precisa: i consigli di classe hanno individuato con esattezza gli studenti insufficienti, tanto che solo lo 0,2% degli ammessi – pari a 1.050 studenti – non è poi riuscito a superare la prova.

“Le scuole sono in grado di valutare correttamente i propri alunni”, sottolinea Farnetani. E questo, a suo avviso, è il nocciolo della questione.

Il costo (nascosto) dell’esame di Stato

Ed ecco il punto dolente. Per individuare quel limitato numero di studenti non idonei – appena 1.050 ragazzi su quasi 526.000 – lo Stato ha sostenuto una spesa complessiva di 60 milioni di euro. Il calcolo è spietato: circa 57mila euro per ciascun bocciato.

“L’esame di maturità appare a mio avviso una procedura ridondante – afferma senza mezzi termini il pediatra -, poiché conferma quasi integralmente le valutazioni già espresse dai consigli di classe”.

Un investimento economico enorme, secondo Farnetani, per un ritorno informativo minimo: l’esame, insomma, “non aggiunge informazioni significative rispetto al giudizio finale già formulato dagli insegnanti”.

Lo stress degli adolescenti: il costo emotivo dimenticato

Ma non è solo una questione di soldi. Farnetani mette in guardia anche sull’impatto psicologico di una prova che, per i ragazzi più fragili, può trasformarsi in un’esperienza traumatica.

“Per gli adolescenti più fragili, la prova può rappresentare uno stress non necessario, con possibili ripercussioni sul benessere psicofisico”, avverte il pediatra, che conosce bene le dinamiche dell’età evolutiva.

Un carico emotivo che, alla luce dei dati, appare ingiustificato: se la scuola ha già dimostrato di saper valutare correttamente i propri alunni durante l’anno, perché sottoporli a un’ulteriore prova che conferma semplicemente quanto già noto?

La proposta: abolire l’esame?

Le conclusioni di Farnetani sono nette e destinate a sollevare un dibattito acceso:

  • Gli studenti italiani studiano con impegno e costituiscono una popolazione di bravi ragazzi, garanzia per il futuro del Paese
  • Le scuole sanno valutare correttamente i propri alunni, senza bisogno di conferme esterne
  • L’esame di maturità non aggiunge informazioni significative rispetto al giudizio finale già formulato
  • La procedura comporta costi elevati e un carico emotivo potenzialmente dannoso

“Alla luce di queste evidenze statistiche – conclude Farnetani – la riflessione sull’opportunità di abolire l’esame di maturità appare non solo legittima, ma fondata su dati oggettivi”.


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