Puglia

chiuse le indagini a Bari

La Procura di Bari ha chiuso le indagini su 26 persone e 18 imprese operanti nel settore dell’edilizia e della serramentistica fra Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari, accusate a vario titolo di reati fiscali (emissione e utilizzazione di fatture inesistenti, omessa dichiarazione e dichiarazione fraudolenta, oltre l’illecito amministrativo nei confronti delle società), e destinatarie a marzo scorso di un sequestro, disposto dalla gip Antonella Cafagna, di oltre 600mila euro, pari al profitto delle imposte evase.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore barese Giuseppe Dentamaro e svolte dai finanzieri della Tenenza di Putignano, sono nate da una verifica fiscale a carico della Sud Serramenti di Turi e del suo legale rappresentante, il 70enne Leopoldo Lionetti, di Bari. Società alla quale sarebbero riconducibili anche altre aziende utilizzate per far funzionare lo stesso meccanismo. Costituita nel 2008, è stata messa in liquidazione nel 2023: i finanzieri hanno accertato che non ha mai avuto dipendenti, mai acquistato materie prime e la sede legale era nell’abitazione dell’amministratore.

Lionetti, ex assicuratore, ex venditore di farmaci ed ex ristoratore, sentito dai finanzieri ha dichiarato di aver creato la società per fare l’installatore di infissi, con suo fratello che lavorava per una società specializzata, ma di non essere mai riuscito ad acquistare i macchinari né a trovare un deposito da utilizzare. Eppure la Sud Serramenti avrebbe emesso fatture di vendita per 110mila euro nel 2019, per 503mila euro nel 2020 e per 638mila euro nel 2021. Oltre cento pezzi di carta che, secondo la Finanza, sarebbero stati utilizzati da altri imprenditori per creare provviste di denaro ed evadere le imposte tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per 1,3 milioni di euro.




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