Jeremy Renner su Prime Video, nel blockbuster da una storia dei Grimm che divide critica e pubblico
C’è stato un periodo, non troppo lontano, in cui Hollywood sembrava ossessionata dal riscrivere le fiabe per un pubblico adulto. Disney aprì la strada con le sue rivisitazioni patinate, ma presto l’intera industria cinematografica si rese conto che quelle storie raccontate ai bambini nascondevano un potenziale narrativo molto più oscuro e redditizio. È in questo contesto che nel 2013 arrivò Hansel & Gretel: Cacciatori di streghe, un film d’azione che nessuno si aspettava di vedere tra le classifiche di Prime Video più di un decennio dopo la sua uscita. Eppure eccoci qui, a parlare di come questa pellicola diretta dal regista norvegese Tommy Wirkola sia riuscita a scalare nuovamente le chart dello streaming, dimostrando che il fascino di vedere Jeremy Renner e Gemma Arterton cacciare streghe nell’Europa medievale non ha perso il suo appeal.
Dopo essere sopravvissuti al trauma infantile di essere stati attirati nella casa di una strega, Hansel e Gretel diventano spietati cacciatori professionisti, sterminando streghe in tutta Europa. È un twist adulto e action su una storia che tutti conosciamo, un approccio che all’epoca rappresentava qualcosa di fresco nel panorama cinematografico. Non si trattava della solita fiaba romantica riadattata, ma di un vero e proprio film d’azione con combattimenti, armi personalizzate e creature oscure. Il successo commerciale del film fu innegabile. Prodotto con un budget relativamente contenuto di 50 milioni di dollari, Hansel & Gretel riuscì a incassare oltre 225 milioni di dollari in tutto il mondo. Numeri che parlano chiaro: il pubblico rispose con entusiasmo, affollando le sale cinematografiche per vedere questa versione adulta e violenta di una fiaba che aveva accompagnato la loro infanzia. La risposta della critica, però, raccontò una storia completamente diversa.
Su Rotten Tomatoes il film ottenne un disastroso 17 percento, con recensioni che lo demolirono senza pietà. I critici lo accusarono di abusare della CGI, di mancanza di sostanza narrativa e di affidarsi esclusivamente a effetti visivi e scene d’azione. Ma è proprio qui che emerge il paradosso affascinante di Hansel & Gretel: perché un film così maltrattato dalla critica ha avuto un successo così clamoroso al botteghino e continua a trovare pubblico sulle piattaforme streaming più di dieci anni dopo? La risposta sta probabilmente nella capacità del film di offrire esattamente ciò che prometteva: un’avventura action, visivamente spettacolare e perfettamente consapevole di non essere un capolavoro di profondità narrativa. Diversi fattori contribuirono al successo iniziale del film. Innanzitutto, la scelta di un cast riconoscibile e apprezzato: Jeremy Renner arrivava fresco dal trionfo di The Avengers del 2012, dove aveva interpretato Occhio di Falco, e la sua popolarità certamente non guastò in fase promozionale.
Al suo fianco, Gemma Arterton portò carisma e credibilità a un personaggio femminile che non era la classica damigella in pericolo, ma una guerriera competente e letale quanto il fratello. Il cast includeva anche volti noti come Peter Stormare e Famke Janssen, attori capaci di aggiungere peso e presenza scenica anche in ruoli di contorno. Ma fu soprattutto la visione del regista Tommy Wirkola a fare la differenza. Il filmmaker norvegese aveva già dimostrato con Dead Snow, un film su zombie nazisti che terrorizzano una vacanza sugli sci, di saper gestire concept bizzarri e trasformarli in intrattenimento puro. Successivamente avrebbe diretto anche What Happened to Monday per Netflix, un thriller distopico con Noomi Rapace e Glenn Close, confermando il suo talento nel mescolare generi e creare narrazioni non convenzionali.
La riscoperta del film su Prime Video suggerisce che questo tipo di cinema ha ancora un posto nel cuore degli spettatori. In un’epoca in cui le piattaforme streaming permettono di esplorare cataloghi immensi, film come questo trovano nuova vita proprio perché promettono un’esperienza immediata e senza pretese. Non serve preparazione, non serve seguire universi cinematografici complessi: basta premere play e lasciarsi trasportare in un’Europa medievale infestata da streghe dove due fratelli armati fino ai denti fanno giustizia. La divisione netta tra il giudizio critico e il successo di pubblico su Hansel & Gretel racconta anche qualcosa di più ampio sul consumo cinematografico contemporaneo. Esistono pellicole che assolvono perfettamente il compito di intrattenere, divertire e far staccare la mente dalla realtà per novanta minuti, e questo è un merito che non va sottovalutato.
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