Liguria

Arte contemporanea, a Palazzo Ducale sbarca l’installazione “Il terzo paradiso”


Genova. Nel cortile minore di Palazzo Ducale è esposta una grande installazione ambientale firmata dall’artista Marco Mazzarello. L’intervento, ispirato dal celebre lavoro di Michelangelo Pistoletto, si sviluppa attraverso una monumentale realizzazione tridimensionale del Terzo Paradiso costruita mediante centinaia di sacchi di sabbia.

L’inaugurazione dell’opera questa mattina alla presenza della presidente di Palazzo Ducale Sara Armella, della direttrice di Palazzo Ducale Ilaria Bonacossa, del presidente del Consiglio della Regione Liguria Stefano Balleari, dalla consigliera comunale Donatella Alfonso. Michelangelo Pistoletto, impossibilitato ad essere presente ha mandato un suo saluto.

Il progetto, curato da Tommaso Venco e organizzato da Hexisart e Willy Montini Arte, in collaborazione con Fondazione Pistoletto Cittadellarte e con Francesco Saverio Teruzzi quale referente della Fondazione, nasce come una rilettura contemporanea del celebre simbolo del Terzo Paradiso ideato da Michelangelo Pistoletto, trasformandolo in un dispositivo di riflessione collettiva sui temi della pace, della pace preventiva, della responsabilità e della salvaguardia del patrimonio culturale.

L’intervento si sviluppa attraverso una monumentale realizzazione tridimensionale del Terzo Paradiso costruita mediante centinaia di sacchi di sabbia. Un materiale apparentemente semplice che, nel progetto di Mazzarello, assume un valore simbolico complesso e stratificato. I sacchi richiamano infatti le strutture protettive utilizzate nei contesti di guerra per mettere in sicurezza monumenti, opere d’arte e luoghi della memoria, come avvenuto recentemente in numerosi scenari di conflitto.

La ricerca dell’artista prende avvio proprio da questa immagine: il monumento coperto, protetto e allo stesso tempo sottratto allo sguardo. Un gesto che trasforma la protezione in linguaggio visivo e che rende evidente una domanda fondamentale del nostro tempo: cosa siamo disposti a fare per custodire ciò che rappresenta la nostra identità culturale?

I sacchi diventano così molto più di un elemento costruttivo. Sono simboli di vulnerabilità, cura e responsabilità collettiva. Nella loro presenza evocano una condizione di allerta, ma anche la possibilità di intervenire prima che il danno si compia. È proprio in questa prospettiva che il progetto si collega al concetto di “pace preventiva” promosso da Michelangelo Pistoletto: non una pace intesa come semplice assenza di guerra, ma come pratica quotidiana di costruzione di equilibrio, consapevolezza e tutela.

Il Terzo Paradiso rappresenta infatti una delle più importanti elaborazioni teoriche dell’arte contemporanea italiana. Attraverso la trasformazione del simbolo dell’infinito in una figura composta da tre cerchi, Pistoletto immagina uno spazio di riconciliazione tra opposti: natura e artificio, tradizione e innovazione, individuo e collettività. Il cerchio centrale diventa il luogo della sintesi e della generazione di un nuovo equilibrio possibile.

Marco Mazzarello raccoglie questa eredità concettuale e la traduce in una forma profondamente contemporanea. Il suo Terzo Paradiso non è una semplice citazione del simbolo originario, ma una reinterpretazione che mette al centro le fragilità del presente. Attraverso il linguaggio dell’installazione ambientale, l’artista trasforma un segno universalmente riconoscibile in una riflessione concreta sulle urgenze del nostro tempo: la protezione della memoria, il ruolo della cultura nei processi di pace e la necessità di sviluppare una nuova coscienza collettiva.

Ad accompagnare l’installazione del Terzo Paradiso sarà inoltre presentata un’opera di Marco Mazzarello realizzata in collaborazione con Quadruslight, brand che opera nel mondo dell’arte attraverso installazioni retroilluminate. L’opera, una rielaborazione digitale del lavoro fisico Untitled, sarà collocata nel cortile di Palazzo Ducale: un intervento di 3 × 3 metri stampato su tessuto irradiante e retroilluminato, nel quale la luce diventa parte integrante dell’opera, valorizzandone la percezione visiva e creando un’esperienza immersiva per lo spettatore. Untitled si inserisce nella ricerca di Mazzarello come una riflessione sul rapporto tra memoria, conflitto e fragilità umana, trasformando immagini legate alla perdita e alla violenza in strumenti di consapevolezza e riflessione collettiva.

A supporto della comunicazione dell’iniziativa sarà presente come media partner OPE – Federico Olcese, che promuoverà la mostra attraverso la propria rete di impianti pubblicitari presenti a Genova e provincia.

Parallelamente, sulla Terrazza Colombo sarà presentata un’opera realizzata appositamente per questa occasione da Marco Mazzarello, sviluppata attorno alla figura simbolica della colomba, elemento legato ai temi della pace e della convivenza. L’intervento entra in dialogo ideale con il Terzo Paradiso reinterpretato dall’artista a Palazzo Ducale, creando un collegamento visivo e concettuale tra due luoghi della città.

La colomba si pone così in continuità con la riflessione sulla “pace preventiva” promossa da Michelangelo Pistoletto, intesa non solo come assenza di conflitto, ma come pratica fondata sulla cura, sulla responsabilità e sulla consapevolezza collettiva.

L’intervento a Palazzo Ducale si configura così come un ponte ideale tra la visione di Michelangelo Pistoletto e la ricerca delle nuove generazioni artistiche, riaffermando il ruolo dell’arte come strumento capace di produrre consapevolezza, stimolare il dibattito pubblico e immaginare nuovi modelli di convivenza.

L’installazione non si limita a occupare un luogo, ma ne attiva il significato, invitando il pubblico a interrogarsi sul valore della cultura come bene comune da preservare. In un’epoca segnata da conflitti, tensioni geopolitiche e fragilità diffuse, il Terzo Paradiso secondo Marco Mazzarello si propone come un’immagine potente di protezione, responsabilità e speranza condivisa.

La realizzazione dell’installazione è affidata a Burlando Architettura e CESAG, che hanno curato lo sviluppo tecnico e costruttivo dell’opera, traducendo il progetto artistico in un intervento di grande scala all’interno degli spazi di Palazzo Ducale.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova, a testimonianza del valore culturale e civico del progetto e del suo messaggio di responsabilità collettiva.




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