Società

La Fiaba del Salice del Desiderio di Ivo Nardi – Miti | Leggende

La principessa Rosetta (Alla ricerca del Re dei Pavoni)

Miti – Leggende – Fiabe   Indice

 

di Ivo Nardi

– Luglio 2026

Dal capitolo Panta rei a Pantaleo – Sul cambiamento e l’impermanenza

tratto da RIFLESSIONALE LAICO di Ivo Nardi, 2025.

La Fiaba del Salice del Desiderio

C’era una volta un giovane di nome Zaid, che viveva in un tranquillo villaggio fra colline verdi e fiumi cristallini. Era un luogo che pareva uscito da un sogno, ma Zaid non era felice. Ogni giorno, mentre guardava ciò che lo circondava, provava una sensazione di vuoto. Era come se qualcosa gli mancasse, un desiderio nascosto, misterioso, che non riusciva a definire.
Da alcuni viandanti, udì parlare di un albero magico, il leggendario Salice del Desiderio, nascosto in una foresta lontana. Si diceva che chiunque si inginocchiasse ai suoi piedi ed esprimesse un desiderio avrebbe ottenuto ciò che il suo cuore più bramava. La leggenda accese in lui una speranza mai provata prima. Decise di partire immediatamente, senza indugio, guidato dall’idea che il Salice avrebbe potuto donargli quella felicità che sentiva mancare.
Il viaggio fu lungo e faticoso. Zaid attraversò fiumi impetuosi, scalò montagne e camminò senza sosta per giorni e notti. Finalmente, giunto nella foresta, trovò il maestoso Salice del Desiderio. L’albero si ergeva solenne, con i suoi rami che sembravano sfiorare il cielo, avvolto da una luce dorata che illuminava il sottobosco. Con il cuore che batteva forte, si inginocchiò ai suoi piedi e, colmo di speranza, pronunciò le sue parole: «Desidero la felicità più grande che si possa immaginare».
Appena ebbe finito di parlare, una luce intensa avvolse tutto intorno a lui e il mondo sembrò perdersi nel nulla. Quando riaprì gli occhi, Zaid si ritrovò… nel suo villaggio, esattamente dove il suo viaggio era iniziato. Perplesso e confuso, si guardò intorno e iniziò a notare i piccoli dettagli che aveva sempre dato per scontati: i colori vivi delle piccole case, la dolcezza del sole che filtrava tra le foglie al vento e il sorriso nascosto nel volto degli anziani che passavano senza fretta. Una pace profonda lo pervase. Zaid pensò che forse aveva trovato ciò che cercava.
Passarono i giorni, eppure, con il trascorrere del tempo, quell’inquietudine che aveva tormentato il suo animo riaffiorò. Tornò a sentirsi insoddisfatto, come se qualcosa gli mancasse ancora. Fu allora che si ricordò del Salice e del viaggio che aveva compiuto. Con rinnovata speranza, decise di partire di nuovo, convinto che questa volta avrebbe trovato quella felicità sfuggente.
Ancora una volta, attraversò terre lontane, raggiunse l’albero, espresse il suo desiderio e fu riportato al villaggio. Nuovamente, si meravigliò della bellezza delle piccole cose intorno a lui. Ma, inesorabilmente, l’irrequietezza tornò.
E così, il viaggio di Zaid si ripeté infinite volte. Ogni volta, ritornava al Salice, ed ogni volta il Salice lo riportava al suo villaggio. Ogni ritorno gli permetteva di riscoprire la bellezza della sua vita, però mai per sempre. La ricerca di Zaid non ebbe fine, nonostante l’albero realizzasse ogni volta il suo desiderio.

Dal capitolo Panta rei a Pantaleo – Sul cambiamento e l’impermanenza
tratto da RIFLESSIONALE LAICO di Ivo Nardi, 2025.

In Riflessionale Laico questa fiaba viene presentata come il ricordo di una lettura d’infanzia.

Nella realtà è un testo originale scritto appositamente per il libro.



Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »