Marche

«Aspettiamo la Guardia di finanza»


FERMO Sono passati nove mesi e la nebbia è ancora fitta. La fondazione è di fatto in stallo e sul caos dei conti indagano Procura e Guardia di finanza. L’era di Andrea Santori pesa ancora sul presente dell’Its Smart Academy di Fermo, nonostante la sfiducia dell’ottobre scorso.

A metterlo nero su bianco è il presidente della Fondazione dell’Istituto tecnico superiore Luca Silvestri, che ha scritto al prefetto Edoardo D’Alascio per giustificare l’impossibilità di approvare il bilancio 2025, il previsionale 2026 e di convocare l’assemblea dei soci che avrebbe dovuto nominare il nuovo Cda entro il 30 giugno.

Tutto ingessato, tutto fermo. Perché? Perché ancora non si riesce a fare chiarezza sui conti e sulle spese della passata gestione, quella di Santori appunto. Silvestri nel documento parla di «necessità di verificare tutto quanto posto in essere dal precedente presidente recuperando seppur faticosamente la documentazione necessaria in gran parte mai transitata in cda». E per far questo l’Its si è avvalso di un pool di professionisti.

«Tutto quanto ad oggi è stato reperito dalla nuova governance – si legge sempre nella lettera al prefetto – è stato prontamente inoltrato alle competenti autorità». 

La denuncia

Silvestri specifica anche che in qualità di firmatario della denuncia è stato contattato dalle Fiamme gialle che hanno chiesto «l’acquisizione di ulteriore documentazione ritenuta necessaria per il corretto svolgimento delle indagini», che riguardano «l’esercizio 2025 e annualità pregresse». Per questo nell’ultima seduta del Cda della Fondazione Its di Fermo si è preso atto che «l’attuale quadro, condizionato dall’esito ancora incerto delle indagini in corso, non consenta di attestare che il bilancio rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione della Fondazione». Insomma, il cda non riesce a chiudere il bilancio e non ha intenzione di farlo finché non saranno chiuse le indagini sulle spese degli anni precedenti. Per questo il Consiglio d’amministrazione ha deciso «il rinvio sine die degli adempimenti di predisposizione definitiva del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo» e conseguentemente il «rinvio della convocazione dell’Assemblea dei soci».

In sostanza, il cda vuole «evitare l’approvazione di documenti contabili che potrebbero risultare, anche solo in parte, non rispondenti alla reale situazione patrimoniale e finanziaria dell’Its e scongiurare così il rischio di coinvolgimenti in responsabilità di tipo civile ma anche penale». Ma una delle conseguenze di questo cortocircuito è che Santori è ancora formalmente un membro del Cda, perché solo l’assemblea dei soci – tra cui figurano le tre territoriali di Confindustria Macerata, Fermo e Ascoli e le università di Ancona, Camerino e Macerata – può cambiarne l’assetto. La sfiducia da presidente era arrivata a ottobre dell’anno scorso per «comportamenti lesivi delle previsioni statutarie» e «decisioni prese in assenza della preventiva e necessaria delibera da parte del Cda». All’epoca era stato portato ad esempio principale l’acquisto di una Fiat 500 «effettuato in via esclusiva dal presidente Santori». E la mancata «la possibilità di intervenire nell’amministrazione della Fondazione, perché Santori ha imposto il divieto in più occasioni ai dipendenti di inoltrare documentazione al Cda senza sua autorizzazione».

La sfiducia

Lo stesso acquisto finito al centro di un altro esposto sulla gestione dell’Its, questo presentato dall’ex sindaco di Fermo e oggi consigliere d’opposizione Saturnino Di Ruscio. Un’altra grana questa dell’Its Academy, dunque, da cui dovrà difendersi Santori dopo quella della partecipata (al 100% della Regione) Svem. Lì un pool di commercialisti esterni sta passando al vaglio, atto per atto, le spese dirette dell’ufficio di presidenza – compresi viaggi e missioni – per valutare eventuali irregolarità. E il governatore Francesco Acquaroli ha querelato l’ex presidente della società per aver affermato che i nomi di alcuni consulenti contrattualizzati erano stati sponsorizzati dai partiti – FdI in primis – su spinta del numero uno di Palazzo Raffaello.




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