Toscana

Fabrizio Stelo nuovo Prefetto di Arezzo. L’infanzia aretina, la Giostra e il lavoro con le istituzioni


Ha trascorso la sua infanzia ad Arezzo. L’asilo a Saione, le scuole elementari al Convitto e le medie alla Margaritone, quando ancora c’era il palazzo che si affacciava in via Roma. Ha lasciato la città 44 anni fa, “era il giorno in cui finirono i Mondiali dell’82” racconta. E ci è tornato oggi, nelle vesti di Prefetto. Si presenta così Fabrizio Stelo nel giorno dell’insediamento presso il Palazzo del Governo.
Classe 1968, Stelo è nato a Roma ma ha lunghi trascorsi in Toscana. Iscritto all’ordine dei giornalisti (è stato addetto stampa del Comune di Siena nel 1994), è laureato in scienze politiche e nella sua trentennale carriera ha ricoperto molti incarichi. Sempre nella città del Palio è stato vice capo di gabinetto della prefettura, poi dirigente area immigrazione nella prefettura di Bologna, quindi capo di Gabinetto sia a Livorno che a Firenze. Dal 2021 al 2023 è stato prefetto di Oristano, poi di Teramo.
Ad Arezzo invece era arrivato piccolissimo: il padre Vittorio era stato tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta capo gabinetto e vice prefetto della Prefettura aretina.

Sicurezza, malamovida, assalti agli orafi: questi e altri i temi che si troverà ad affrontare nei prossimi mesi. Le prime settimane dell’incarico però saranno dedicate a prendere di nuovo confidenza con la città: “Negli anni molte cose sono cambiate – spiega Stelo – sono tornato in alcune occasioni. Adesso cercherò di capire come la città si è modificata nel tempo. Vorrei incontrare i sindaci del territorio, a partire da quello del capoluogo, fino al comune più piccolo. E poi vorrei incontrare il presidente della Provincia e la Procuratrice.”
Lo aspetta un agosto intenso. Non solo strette di mano, ma anche confronti e tavoli di sicurezza. Nelle prossime settimane infatti Arezzo vivrà uno dei momenti più intensi dell’anno: l’inizio del campionato dell’Arezzo in serie B, la Giostra del Saracino, la riapertura dopo il periodo estivo delle aziende, in particolare di quelle orafe.
“Mentre quello della mala movida è un fenomeno che interessa tutta Italia, la sicurezza delle fabbriche orafe – afferma Stelo – è una peculiarità aretina. Sto studiando la situazione, approfondirò ogni aspetto per poi lavorare anche su questo fronte”.

 


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