Marche

«La vigilanza privata non serve a molto»


FERMO La sicurezza sul litorale fermano è al centro del dibattito dopo una serie di episodi che hanno segnato l’avvio della stagione. A Porto Sant’Elpidio l’aggressione a un operatore balneare, a Porto San Giorgio le minacce al sindaco. Sono episodi che accendono i riflettori sull’estate. Una stagione che divide tra chi invoca il “fai da te” e chi invita alla prudenza. I rischi ricadono sulla movida che si è spostata a nord.

I raid

«Il problema della sicurezza esiste – dice Giuliano De Santis, titolare dello stabilimento e ristorante Settemari a Porto Sant’Elpidio –. Ogni notte si registra qualche situazione anomala e capisco la rabbia dei colleghi, fino a pensare all’autogestione di difesa, ronde o metronotte, ma io sono contrario: il problema lo affronterei diversamente. Più che riunioni tra amministrazione e operatori penso si debba ragionare sul fatto che c’è chi delinque perché rischia poco, la fa franca. Serve la certezza della pena. La legge va rispettata». Andrea Trobbiani del Togo Beach a Porto Sant’Elpidio non ha aderito alla partnership pubblico-privata per potenziare la sicurezza notturna.

«Non abbiamo aderito non perché non registriamo furti, nessuno è tranquillo. Ma il discorso sulla vigilanza è più ampio: la sicurezza c’è quando le forze dell’ordine pattugliano. Se il Comune ti dà 600 euro e tu ne devi spendere 3mila, dov’è l’utilità? Paghi e non risolvi il problema perché i delinquenti arrivano dal mare e bruciano i lettini con le sigarette: è un far west di notte. La vigilanza privata ha passaggi prestabiliti: non basta una pattuglia se chi ruba avanza indisturbato»

A Lido di Fermo Nazario Luzi dello stabilimento balneare Grillo aggiunge: «Noi questi problemi non ne abbiamo, c’è stato solo un furto in uno chalet. Non abbiamo problemi perché non facciamo la movida. Io e altri colleghi abbiamo lasciato ad altre località il divertimento notturno e la musica. Da noi ci sono i comitati antirumore e le serate finiscono in rissa. Se un tempo c’erano i cazzotti, adesso siamo passati alle coltellate. E’ tutto più pericoloso, diventa difficile lavorare. Per questo la musica a Lido non la facciamo, per stare tranquilli. Abbiamo dovuto abbandonare questo tipo di turismo. È una questione pratica. Siamo stati precursori della movida a Lido, prima di Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, eravamo punto di ritrovo. Ma oggi non c’è più quella sicurezza che ti faceva fare una serata serena».

I vandalismi

A Porto San Giorgio, Fabio Iobbi dello stabilimento balneare e ristorante Duilio, conferma una situazione diversa rispetto al nord della riviera: «Qui direi che è tutto abbastanza tranquillo – spiega l’operatore e chef – almeno dove siamo noi, a parte qualche piccolo furto che dobbiamo dare per naturale, quest’anno ci sta andando bene. Parlo per me ma faccio riferimento anche a quello che sento in giro, non abbiamo registrato vandalismi e vedo che c’è un grande attivismo da parte della Prefettura e delle forze dell’ordine, non possiamo dire che non ci sono. E questo aiuta».




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