Abruzzo

Carbone (Futuro Nazionale) e Forza Italia contro il sindaco Legnini


“Siamo di fronte a un degrado amministrativo ed etico senza precedenti,” attacca Alessandro Carbone. “Spacciare la requisizione d’urgenza per una ‘necessità emergenziale’ – incalza – è una presa in giro inaccettabile. A Chieti si muore allo stesso ritmo ogni anno, le criticità erano ben note a tutti: l’unica vera emergenza imprevedibile è la totale incapacità di rilancio di chi governa Palazzo d’Achille. Dopo una campagna elettorale fatta di fumo, il sindaco Legnini risponde nell’unico modo che conosce: espropriare i diritti di chi ha regolarmente pagato”.

“Invece di percorrere le strade che un’amministrazione seria avrebbe messo in atto da mesi come i loculi modulari temporanei d’emergenza – dice ancora il consigliere di Futuro Nazionale – le convenzioni sovracomunali o la velocizzazione reale dei cantieri la Giunta Legnini ha scelto di strappare i contratti stipulati con i cittadini, trattandoli come sudditi da derubare della propria serenità e del rispetto per i propri affetti”.

Carbone chiede “la revoca immediata” dell’ordinanza di requisizione, con la restituzione dei loculi ai legittimi concessionari. L’esponente di opposizione invoca inoltre “risposte chiare e tempi certi sulla realizzazione delle nuove strutture, come quella del cimitero di Chieti Scalo senza più la solita tiritera di annunci a mezzo stampa. I cittadini chiedono almeno il diritto basilare e sacro alla sepoltura”.

Contro il provvedimento, come già fatto anche dalla Lega, si schiera anche Forza Italia. A questo proposito, i consiglieri Mattia Di Paolo, Maurizio Costa, Renata D’Ettorre e Remo Stampone hanno presentato un’interrogazione rivolta al sindaco e alla giunta comunale sullo stato di stallo del cantiere del nuovo cimitero di Chieti Scalo, a Santa Filomena, chiedendo di fare piena luce sulle responsabilità amministrative, sul futuro della concessione del 2015 e sulle iniziative che l’amministrazione intende adottare per tutelare l’interesse pubblico.

“L’interrogazione – spiegano – prende atto delle dichiarazioni rese dal sindaco Legnini a seguito dei sopralluoghi e delle riunioni tecniche dello scorso mese di giugno, nel corso delle quali lo stesso ha affermato: ‘Chiederemo alla ditta di formulare già da oggi una proposta ulteriore di soluzione del problema, sulla quale ci pronunceremo anche valutando l’eventuale attivazione di strumenti come il Collegio consultivo tecnico’, oltre a possibili ulteriori soluzioni quali la revoca della concessione o un accordo transattivo con la concessionaria”.

Il Gruppo Forza Italia chiede ora che “tali annunci trovino un immediato riscontro in atti concreti, domandando se sia stata depositata la relazione tecnica richiesta dal Sindaco, quale sia l’effettivo orientamento dell’amministrazione sulla sorte della concessione, se sia stato avviato il procedimento per la costituzione del Collegio consultivo tecnico (Cct) e quali siano i tempi per il completamento almeno del primo lotto dell’opera”.

“Particolare attenzione – dicono ancora i consiglieri – viene inoltre riservata alla tutela dei circa 200 cittadini che hanno versato consistenti acconti per l’acquisto dei loculi e che oggi, a fronte del blocco del cantiere e della chiusura degli uffici della società concessionaria, non dispongono di alcuna certezza sul destino delle somme corrisposte. L’interrogazione affronta anche il tema dei proprietari dei terreni espropriati, chiedendo chiarezza sull’ammontare delle indennità ancora non liquidate e sulle modalità con cui il Comune intende definire tali pendenze”.

Gli esponenti di Forza Italia definiscono “preoccupante” l’ordinanza che requisisce i loculi: “Una decisione – sottolineano – che solleva interrogativi ancora più stringenti sulla gestione complessiva dell’intervento: mentre il cantiere del nuovo cimitero resta fermo da anni e centinaia di famiglie attendono risposte, si procede ad acquisire la disponibilità di ulteriori sepolture già assegnate, aggravando il clima di incertezza e preoccupazione tra i cittadini coinvolti”.

“Questa non è una battaglia politica ma una battaglia di responsabilità istituzionale – dichiarano i consiglieri Remo Stampone, Mattia Di Paolo, Maurizio Stefano Costa e Renata D’Ettorre – Da cinque anni vengono denunciati ritardi, promesse non mantenute e un’inaccettabile assenza di trasparenza su un’opera strategica per la città. Il sindaco Legnini definisce non più tollerabile lo stato del cantiere ma allo stesso tempo procede all’espropriazione immediata di venti tombe già assegnate a cittadini che hanno regolarmente pagato i propri loculi. Non è accettabile chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini senza prima aver risolto le criticità che da anni paralizzano il progetto. Il consiglio comunale – concludono i consiglieri – deve essere messo nelle condizioni di conoscere quale sarà il futuro del Parco della Memoria, quali strumenti l’amministrazione intenda utilizzare per uscire definitivamente da questa situazione di stallo e quali tutele concrete saranno garantite ai cittadini coinvolti”.


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