Società

Che vino bere nella (calda) estate? Qualche consiglio libero dai soliti dogmi

Ogni estate, insieme al caldo, tornano anche gli esperti di vino. Puntuali come le zanzare, ci ricordano cosa si può bere e cosa no: il rosso è proibito, le bollicine solo per festeggiare, il rosato è un vino a metà e il ghiaccio nel bicchiere meriterebbe l’intervento dell’Onu.

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La verità è molto più semplice: d’estate il vino dovrebbe essere meno ideologico e molto più piacevole.

Partiamo da un grande classico: il Vermentino. Sa di mare anche quando il mare è a duecento chilometri. Agrumi, macchia mediterranea, una bella vena sapida e quella capacità di far sembrare intelligenti perfino gli spaghetti alle vongole. O una grigliata di pesce. O quella cena improvvisata che fino a cinque minuti prima doveva essere “solo un aperitivo”.

Il Pinot Bianco è uno di quei vini che non sentono il bisogno di fare i protagonisti. Elegante, fresco, equilibrato. Sta benissimo con una caprese, con il pesce, con le verdure, con un’insalata di pollo. Non alza mai la voce ma, quando la bottiglia finisce, c’è sempre qualcuno che chiede: “Ma cos’era?”.

Il Verdicchio è uno dei bianchi più sottovalutati che abbiamo. Fresco, sapido, con una bella personalità e una capacità rara di stare a tavola. Sushi, tartare, crostacei, risotti delicati ma anche una semplice mozzarella con i pomodori: è difficile coglierlo in fallo.


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