Approfondimenti – Glen Hansard – Dieci canzoni fondamentali di Hansard tra Frames, Swell Season e carriera solista :: Gli Speciali di OndaRock
Glen James Hansard (21 aprile 1970 – 29 luglio 2026)
Glen Hansard è sempre stato un vero busker, e lo è rimasto anche nel momento in cui ha avuto il privilegio di alzare il Premio Oscar, oppure ogni volta che si esibiva al fianco di Eddie Vedder su alcuni dei palchi più prestigiosi del pianeta. Era un uomo semplice, che a cinquantasei anni, e forte di un successo straordinario, si fermava ancora a suonare per strada con chiunque, senza alzare alcun tipo di barriera con fan e curiosi. Reclamava però rispetto, per la sua persona e per la sua arte, un irlandese orgoglioso, che sapeva bene da dove veniva e sapeva molto bene dove voleva arrivare. Non solo un grandissimo cantautore, uno dei più grandi mai nati nella verde Irlanda, ma anche un talentuoso attore e un personaggio pubblico popolarissimo nel suo paese.
Dai primi passi con i Frames alla ribalta ottenuta grazie alla partecipazione al film “The Commitments”, dal premio Oscar per aver scritto e cantato la canzone “Falling Slowly”, contenuta nel piccolo film indipendente “Once”, nel quale era anche attore protagonista, fino all’amicizia fraterna con il cantante dei Pearl Jam, spirito affine che lo volle per anni come presenza fissa ad aprire i propri concerti, ovunque andasse, e quasi sempre finivano per suonare qualcosa insieme. Un’amicizia sbocciata da una disgrazia, come una disgrazia è quella che in un’infausta mattina di luglio del 2026 ci ha privati per sempre della presenza di Glen, che viene a mancare improvvisamente, a causa di un incidente stradale.
Lascia un vuoto enorme, soprattutto per tutti quei fan già provati da troppi lutti: senza andare chissà quanto indietro nel tempo, basta soffermarsi sulle premature dipartite di Chris Cornell e Mark Lanegan, altri artisti adorati dal pubblico di Hansard. Grazie di tutto Glen, grazie per tutta l’emozionante arte che ci hai lasciato. (Claudio Lancia)
Dieci canzoni fondamentali
The Frames – “Fitzcarraldo” (da “Fitzcarraldo”, 1995)
Autori: Glen Hansard/The Frames
La canzone che dà il titolo al primo grande album dei Frames: la sensibilità poetica di Glen Hansard si fonde con un sound robusto e orchestrale. Una lunga cavalcata folk-rock ispirata al film di Werner Herzog, capace di unire malinconia e slancio epico. È il primo manifesto della scrittura di Hansard: intensa, visionaria e profondamente umana.
The Frames – “Seven Day Mile” (da “Dance The Devil”, 1999)
Autori: Glen Hansard/The Frames
Un’accorata e vibrante dedica all’ex-bassista Graham Downey, allontanatosi dalla band per divergenze artistiche. Il tema della distanza e della perdita viene trasformato in una progressione emotiva travolgente, tra momenti sospesi e improvvise accelerazioni. Il crescendo finale rappresenta alla perfezione la capacità dei Frames di trasformare il dolore in energia collettiva.
The Frames – “Headlong” (da “For The Birds”, 2001)
Autori: Glen Hansard/The Frames
È uno dei brani più intensi e rappresentativi della fase più matura della band, quella in cui il songwriting di Glen Hansard trova un equilibrio perfetto tra fragilità e forza. “Headlong” non racconta l’euforia dell’innamoramento giovanile, ma l’emozione inquieta e vulnerabile dei sentimenti vissuti nella vita reale. Una canzone in cui desiderio, paura e tensione si intrecciano, trasformando la quotidianità in un’esperienza profondamente emotiva.
The Swell Season – “Falling Slowly” (da “Once”, 2007)
Autori: Glen Hansard/Markéta Irglová
La canzone che porta finalmente Glen Hansard e Markéta Irglová alla fama internazionale, coronando un percorso iniziato lontano dai riflettori. La colonna sonora dello splendido film “Once” diventa un fenomeno mondiale e regala ai due artisti l’Oscar per la miglior canzone originale. Una composizione apparentemente semplice, costruita su pochi accordi essenziali, ma capace di raggiungere una profondità emotiva universale.
The Swell Season – “Lies” (da “The Swell Season”, 2006)
Autori: Glen Hansard/Markéta Irglová
Uno dei brani più delicati e intensi del percorso artistico di Glen Hansard e Markéta Irglová. Racconta il momento in cui un rapporto comincia a incrinarsi, quando parole dette e non dette creano distanza tra due persone. La voce ruvida di Glen e quella fragile di Markéta costruiscono un dialogo sospeso tra dolore, rimpianto e il desiderio di ritrovare un punto d’incontro.
The Frames – “When Your Mind’s Made Up” (da “The Cost”, 2006)
Autori: Glen Hansard/The Frames
La canzone è nata nel mondo dei Frames ma capace di vivere una seconda vita grazie alla colonna sonora di “Once”. È una delle interpretazioni più potenti di Glen Hansard: una canzone sul momento in cui una decisione è ormai presa e non resta che affrontarne le conseguenze. Il crescendo finale rappresenta perfettamente la forza emotiva della band, sospesa tra disperazione e liberazione.
The Swell Season – “Leave” (da “The Swell Season”, 2006)
Autori: Glen Hansard/Markéta Irglová
Una ballata intima e dolorosa che racconta il difficile momento del distacco, quando lasciare andare qualcuno diventa l’unico modo per non distruggere ciò che resta. La voce di Glen è fragile e trattenuta, mentre quella di Markéta aggiunge una dimensione di straordinaria dolcezza e malinconia. Un brano che mostra il lato più umano della scrittura di Hansard: l’amore non come possesso, ma come accettazione della perdita.
Glen Hansard – “Lowly Deserter” (da “Didn’t He Ramble”, 2001)
Autore: Glen Hansard/The Frames
“Lowly Deserter” mostra il lato più intimo e crepuscolare di Glen Hansard nella sua fase solista. L’arrangiamento è essenziale, costruito su atmosfere folk malinconiche, con una strumentazione discreta che lascia spazio alla voce, capace di passare dal sussurro alla piena intensità emotiva. Il brano vive di pause, fragilità e piccoli crescendo, confermando la capacità di Hansard di trasformare esperienze personali e sentimenti irrisolti in una forma musicale profondamente umana. Una ballata malinconica e profonda, dove la voce di Glen tramuta fragilità e rimpianto in una delicata forma di redenzione.
Glen Hansard – “The Closing Door” (da “This Wild Willing”, 2019)
Autore: Glen Hansard
È una composizione dalle atmosfere cupe e notturne, dominata da una dimensione intima e sospesa: la voce quasi sussurrata di Hansard si intreccia con gli archi, in particolare con i violini, creando un senso di malinconia trattenuta. Ne emerge un brano profondamente riflessivo, costruito intorno al tema dei passaggi della vita e delle porte che inevitabilmente si chiudono. Hansard guarda al tempo che passa senza nostalgia, ma con consapevolezza e gratitudine. La canzone non cerca mai l’esplosione emotiva, ma vive di silenzi, sfumature e piccoli movimenti interiori, lasciando che il dolore del cambiamento si trasformi lentamente nella possibilità di andare avanti.
Glen Hansard – “There’s No Mountain” (da “All That Was East Is West Of Me Now”, 2023)
Autore: Glen Hansard
Un brano dal respiro folk-rock orchestrale, costruito su una progressione ampia e intensa, dove la voce di Hansard si intreccia con arrangiamenti avvolgenti e una dimensione quasi da inno. Il testo affronta il tema della perseveranza, del superamento delle difficoltà e della capacità di trasformare le ferite del passato in nuova forza. È un ideale saluto finale per questa raccolta di dieci canzoni: un brano che chiude il viaggio artistico e umano di Glen Hansard con uno sguardo consapevole, aperto alla speranza e alla continua ricerca di autenticità. (Michele Cattaneo)
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