Salute

Carrozzina disabili, Tribunale di Napoli: ASL deve pagare l’intero costo

Le Asl devono garantire integralmente a livello economico l’ausilio più idoneo e maggiormente adatto per la qualità della vita della persona con disabilità che ne fa richiesta. A stabilirlo è una sentenza del Tribunale di Napoli sezione Lavoro a seguito di un ricorso formale avanzato dall’avvocato Alessandro Bardini e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni. La vicenda parte dalla storia di Christian Durso, 35enne che vive a Capri con Atrofia muscolare spinale, di cui ilfattoquotidiano.it aveva parlato in occasione di un’inchiesta con diverse segnalazioni e testimonianze dirette sul diritto agli ausili, in particolare carrozzine elettriche, da ricevere a titolo gratuito.

Il giudice ha riconosciuto il diritto di Durso, persona con grave disabilità motoria, a ottenere integralmente la carrozzina elettronica verticalizzante prescritta dagli specialisti, condannando la ASL Napoli 1 Centro a farsi carico dell’intero costo del presidio e delle spese di giudizio. “Con questa sentenza vorrei che nessuno subisse mai più ciò che ho attraversato io, in oltre un anno e mezzo senza avere l’ausilio di cui ho diritto”, ha commentato Durso a ilfattoquotidiano.it la notizia dell’importante sentenza a suo favore. “Spero sia un ancora di salvezza giurisprudenziale per a tutte le persone, che troppo spesso rinunciano a far valere i propri diritti perché pensano che nulla possa cambiare. Io”, aggiunge il ragazzo che abita con i suoi genitori ad Anacapri, “non ho avuto scelta non potevo arrendermi, ma ho sempre creduto nella giustizia della legge, che avrebbe riconosciuto il mio diritto alla mobilità con una carrozzina adeguata alle mie particolari e complesse necessità, a poter continuare a vivere in maniera dignitosa senza dover ulteriormente gravare sulle spalle dei miei genitori caregiver non più giovanissimi”.

L’intervento tempestivo e il supporto della Coscioni sono stati fondamentali per portare di fronte alla giustizia il caso di Durso e della sua famiglia. Tutto è scaturito dalla dirimente necessità di sostituire la carrozzina che utilizzava da circa 6 anni e che finora gli aveva consentito di mantenere un livello di autonomia e integrazione sociale soddisfacente, ma che era ormai fuori produzione e irreparabile per l’esaurimento dei pezzi di ricambio.

E’ bene ricordare che un ausilio appropriato significa maggiore autonomia, minori complicanze, meno ricoveri, minori costi sanitari e soprattutto una migliore qualità della vita per le persone con grave disabilità motoria. Durso dal 2025 ha iniziato a richiedere alla Asl di competenza una soluzione efficace al suo problema, dato che non poteva restare a lungo senza la carrozzina elettronica, l’unico supporto che gli consente di spostarsi liberamente. Il 10 marzo 2025 la ASL Napoli 1 Centro aveva autorizzato solo parzialmente la nuova fornitura, riconoscendo 13.381,68 euro a fronte di un costo complessivo di 23.215 euro più IVA per la carrozzina peraltro prescritta dagli specialisti. Secondo la ASL, l’autorizzazione della carrozzina nei limiti e secondo le modalità previste dal nomenclatore tariffario era sufficiente ad adempiere ai propri obblighi.

“Una battaglia legale per tutti gli aventi diritto”

Invece Durso, assistito dalla Coscioni, ha sostenuto che il presidio autorizzato non fosse in grado di garantire le funzioni necessarie alla sua autonomia. La documentazione prodotta ha evidenziato la necessità di caratteristiche specifiche, tra cui basculamento elettronico, reclinazione fino a 180°, elevazione e verticalizzazione in tre fasi, altezza minima da terra per l’accesso ai veicoli e sistemi antiribaltamento elettronici. Adesso il Tribunale di Napoli gli dà ragione. “Ogni battaglia affrontata con coraggio può aprire la strada a chi verrà dopo di noi”, dice Durso a ilfattoquotidiano.it. “Ringrazio l’avvocato Bardini che vive anche lui una vita dalla prospettiva di una sedia a rotelle ed ha saputo essere, oltre che un valido avvocato, anche un uomo che ha fatto sua la mia sofferenza e l’ha esposta tutta davanti al giudice, chiedendo che vengano garantiti diritti chiari per tutti”. Il Tribunale ha rilevato che la ASL non aveva dimostrato che il presidio da essa messo a disposizione fosse concretamente idoneo a garantire lo stesso livello di autonomia, sicurezza, mobilità e partecipazione alla vita sociale assicurato dalla carrozzina prescritta. Non risultava inoltre alcuna analisi comparativa tra i due ausili né una motivazione tecnica in grado di spiegare perché le caratteristiche richieste dagli specialisti dovessero essere considerate superflue.

“Una sentenza che non riguarda il caso singolo”

“E’ inoltre significativo aggiungere che la sentenza afferma un principio che va oltre il caso individuale che riguarda direttamente Durso”, spiegano dalla Coscioni. “Nella scelta di un ausilio per una persona con disabilità occorre verificare che sia realmente adeguato alle condizioni cliniche, alle capacità residue, all’ambiente di vita e al livello di autonomia che deve garantire”. Non è perciò sufficiente individuare un dispositivo appartenente alla categoria prevista dal Servizio sanitario nazionale: la personalizzazione del presidio costituisce un principio fondamentale nel sistema dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). “I diritti”, conclude soddisfatto Durso, “sono le ‘armi’ più belle del mondo, perché quando colpiscono non fanno male: tolgono il dolore e restituiscono speranza. Non eliminano le differenze, ma permettono a ciascuno di vivere con dignità, rispettando la propria unicità”.


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