Quando Franco Baresi visitò Serravalle di Chienti devastata dal terremoto con un carico di regali per i bimbi
SERRAVALLE DI CHIENTI – Era il novembre 1997, il tempo di una telefonata, di un invito e all’appello inoltratogli dagli allora direttore sportivo Ariedo Braida e dal dirigente Roberto Patrassi risponde con entusiasmo Franco Baresi, “Il capitano” che aveva appena chiuso una carriera formidabile con il Milan, e il presidente Silvio Berlusconi nella partita di addio gli aveva fatto dono di un pallone d’oro, simbolico non nel contenuto, che era l’unico trofeo che non aveva mai vinto in giro per il mondo sempre con la maglia rossonera. Una mattina di novembre, il terremoto si era fatto sentire pochi mesi prima e aveva lasciato il segno a Serravalle, case distrutte e popolazione provata. Franco Baresi arriva ed entra nei container adattati a scuola con i bambini: un carico di magliette autografate, di tute e giacche a vento per i più piccoli entusiasti nel vedere quel campione accanto a loro. Magliette che molti di quei bambini hanno conservato assieme al ricordo della grande umanità di quel campione – dentro e fuori dal campo di gioco – che si è spento oggi a 66 anni. Così lo ricorda il sindaco di allora Venanzo Ronchetti: «Me lo ricordo benissimo quel giorno, Baresi la maglia autografata la donò anche a me ed ancora oggi la conservo: spero che un giorno farà parte di un musei dei cimeli di quel periodo. Fu un periodo difficile, in particolare per i bambini costretti al freddo nei container ma quella visita fu come una scossa, una ventata di di gioia e di speranza che colpì molto tutto il paese»

Il ricordo dell’Ascoli Calcio
«Uno dei campi peggiori in cui ho giocato – disse fRnaco Baresi – è stato il Del Duca di Ascoli.
L’unità d’intenti, tra squadra e tifosi, il grande incitamento di tutto il popolo dell’Ascoli, hanno reso spesso a noi del Milan la vita difficile».




