Manifattura Tabacchi, in attesa della Cittadella della Giustizia tornano gli accessi abusivi
Lo aveva auspicato un anno fa il ministro della Giustizia Nordio, proprio a Modena: “Spero di assistere alla posa della prima pietra ancora rivestendo il mio ruolo”. A quasi quindici mesi di distanza, è ormai certo che quel desiderio cadrà nel vuoto. Parliamo della futura Cittadella della giustizia all’ex Manifattura Tabacchi, un’opera tanto accarezzata e ancora in attesa del prossimo passo: all’appello, infatti, manca il bando per la progettazione definitiva e il successivo affidamento dei lavori. Considerando inoltre che dovrà essere realizzato un ulteriore fabbricato per completare l’intervento, i tempi inevitabilmente si allungano (lo stesso Nordio aveva parlato di almeno un quinquennio tra autorizzazioni e fine del cantiere).
A che punto siamo, quindi? ‘Dietro le quinte’ qualcosa si muove: è ufficiale l’individuazione della stazione appaltante, che sarà il Provveditorato Interregionale per la Lombardia e l’Emilia Romagna. L’attesa ora riguarda il trasferimento dei fondi dal Ministero della Giustizia, che ha rilevato nel 2024 l’immobile da Cassa Depositi e Prestiti, rimasta titolare della parte residenziale. Con le risorse si potrà procedere alla pubblicazione del bando europeo per affidare la progettazione definitiva ed esecutiva della struttura. Tempi? Tutti gli attori coinvolti, a partire dal Tribunale e dall’Ordine degli avvocati modenesi, sperano nel via libera entro la fine dell’anno, considerando che poi serviranno altri mesi per individuare il soggetto affidatario. Insomma, nonostante tutto, ‘eppur si muove’.
Il piano d’intervento – che prevede un investimento di oltre 70 milioni di euro – è noto: nel mega-edificio in attesa di restyling (adesso vuoto e silente di fronte al gemello destinato al residenziale, che a sua volta tante vicissitudini ha sopportato prima di trovare pace e soprattutto abitanti) saranno ospitate tutte le sedi giudiziarie modenesi. Un anno fa, in occasione della presentazione in Tribunale del percorso col ministro Nordio, era stato il procuratore della Repubblica Luca Masini a spiegare i dettagli: “Si tratta di un disegno nel quale la Procura disporrà di un autonomo edificio con ambienti adeguati. Questi spazi consentiranno di far svolgere l’attività lavorativa in piena sicurezza ai 12 Sostituti Procuratori, al Procuratore Aggiunto, ai 16 Vice Procuratori Onorari (di cui 10 in fase di nomina) e alle 45 unità di personale amministrativo, la cui scopertura attuale è di ben 16 unità”.
“A loro — proseguiva Masini — si aggiungeranno le 30 unità della sezione di polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale), i tirocinanti, i volontari in congedo delle forze dell’ordine, gli stagisti della Polizia Locale, il Dirigente Amministrativo e il Procuratore della Repubblica. È altresì prevista la realizzazione di un punto di accoglienza informativo per gli utenti esterni privati, con particolare riguardo alle persone offese dai reati da codice rosso”.
Intanto, però, quello che non subisce rallentamenti all’ex Manifattura è il degrado che abbraccia lo stabile in attesa di ristrutturazione. A segnalare le criticità sono alcuni residenti: “Da tempo non sono più presenti i dispositivi di sicurezza che monitoravano il perimetro e segnalavano le eventuali intrusioni. La conseguenza è che è stata divelta una parte di recinzione, da cui adesso entrano ed escono persone, soprattutto quando cala il buio”.

E in effetti — lo abbiamo verificato di persona — la rete in corrispondenza della ciminiera è completamente violata, così come la barriera più interna a ridosso della struttura, a sua volta crollata a terra, lasciando campo libero agli accessi. Nell’erba, alta e incolta in più punti, si notano chiaramente i passaggi di chi bazzica l’area per bivaccare.
“Quando il complesso era ancora di Cassa Depositi e Prestiti avevamo un referente a cui segnalare i problemi e il ripristino delle recinzioni era praticamente immediato — aggiungono i residenti —, mentre ora non abbiamo un canale di comunicazione diretto con la nuova proprietà”.
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