Liguria

Rider, i sindacati contro Tursi: “Non siamo stati coinvolti, provvedimento superfluo e dannoso”


Genova. “Ancora una volta come sindacato apprendiamo dalla stampa un provvedimento del Comune di Genova che coinvolge lavoratori fragili come i rider senza essere stati coinvolti“. Inizia così la nota inviata da Cgil, Cisl e Uil all’indomani del comunicato con cui la giunta Salis ha annunciato le nuove linee di indirizzo per tutelare i rider invitando le piattaforme a sospendere le consegne dalle 12.30 alle 16.00.

Un altro fronte aperto col mondo sindacale dopo la vicenda Tari, conclusa martedì con l’approvazione delle delibere in consiglio comunale. “Ricordiamo per l’ennesima volta che esiste una richiesta di Cgil, Cisl e Uil che giace da mesi inascoltata su qualche scrivania di palazzo Tursi per cercare soluzioni a sostegno dei rider che operano in città e che lavorano fra pesanti difficoltà”, scrivono i sindacati.

Ma qual è il problema nel provvedimento assunto da Tursi? “I provvedimenti della procura di Milano che configurano il reato di caporalato per due fra le più grandi piattaforme di delivery presenti sul territorio dimostrano che il tema va trattato con attenzione e serietà – spiegano Cgil, Cisl e Uil – e in proposito l’invito da parte del Comune, fatto con questa modalità, rivolto a colossi come i detentori di queste piattaforme a rivedere gli orari di consegna, rischia di essere del tutto superfluo e propagandistico, oltre che dannoso per i lavoratori che vedono concentrarsi in quella fascia oraria molte delle loro consegne e che, senza interventi al reddito mirati, si ritroverebbero in serie difficoltà economiche. Stesso vale per la richiesta di intervento da parte dell’Ispettorato che, se non si conosce a fondo quel mondo e la tipologia di contratti che vi gravitano, rischia di arenarsi nel nulla”.

La propaganda fine a sé stessa non serve – attaccano i sindacati -: occorrono soluzioni condivise con chi conosce la materia altrimenti si danneggiano lavoratori già fragili e sottopagati. Invitiamo il Comune a non promuovere provvedimenti confusi e raffazzonati senza un approfondimento serio e soprattutto senza un sostegno che garantisca il reddito dei lavoratori coinvolti. Chi vuole fare da solo spesso sbaglia, le problematiche dei rider vanno trattate complessivamente e non a seconda dell’appeal comunicativo che possono avere”:

“I lavoratori del delivery hanno bisogno di strutture, di punti di ristoro rinfrescati, di informazioni chiare e di sostegno per tutti i loro bisogni, per questo mesi fa abbiamo chiesto al Comune di aumentare le case dei rider, di dotarle di più servizi e di renderle più confortevoli. Se si hanno a cuore i lavoratori non servono annunci roboanti, occorre concretezza, voglia di fare e predisposizione all’ascolto, tutte cose che purtroppo ad oggi continuano a mancare”, concludono.

“L’obiettivo di tutelare la salute di chi lavora è certamente condivisibile. Ciò che preoccupa è che il provvedimento affronti solo una parte del problema, senza considerare le conseguenze economiche che ricadrebbero sui rider – aggiunge in un comunicato la Nidil Cgil Genova .- Nel comunicato del Comune si invita, di fatto, alla sospensione o alla limitazione dell’attività nelle ore più calde. Tuttavia, nel testo non compare mai un riferimento al reddito dei rider né alla relativa perdita economica che deriva dal mancato svolgimento delle consegne. Questo aspetto è tutt’altro che secondario. Da anni le piattaforme di food delivery Glovo e Deliveroo continuano infatti a inquadrare i rider come lavoratori autonomi, privandoli delle tutele proprie del lavoro subordinato e, soprattutto, dell’accesso agli ammortizzatori sociali che consentirebbero di sospendere l’attività senza perdere il proprio sostentamento”.

“Per questo – continua Nidil Cgil – riteniamo che le linee di indirizzo approvate dalla giunta rischino di essere controproducenti. Invitare un rider a non lavorare durante le ore di caldo estremo, senza affrontare il tema della continuità del reddito, significa chiedergli di scegliere tra la propria salute e il proprio sostentamento. È proprio qui che il provvedimento rischia di trasformarsi in un autogol: se non si mette in discussione il modello di organizzazione del lavoro imposto dalle piattaforme digitali, il costo della tutela continua a gravare esclusivamente sui lavoratori. Ci saremmo aspettati che il Comune di Genova cogliesse questa occasione per aprire un confronto con le organizzazioni sindacali e affrontare il problema nella sua interezza. La tutela della salute non può prescindere dalla tutela del reddito. Solo riconoscendo ai rider un rapporto di lavoro subordinato, con tutte le relative tutele, sarà possibile proteggerli davvero anche durante eventi climatici estremi come quelli che stiamo vivendo”.

Le Lega: “Pura propaganda istituzionale per rincorrere il governo”

“Un’operazione di pura propaganda istituzionale che dimostra, ancora una volta, l’incompetenza e l’arroganza metodologica di questa Giunta. Si calano direttive dall’alto senza neppure degnare di una chiamata le rappresentanze dei lavoratori”. Non usa mezzi termini Paola Bordilli, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Genova, assieme al collega Alessio Bevilacqua

“L’aspetto più grottesco di tutta la vicenda – sottolinea Bordilli – è che è stato venduto alla stampa e alla città come un provvedimento sensazionale quello che, in realtà, è una semplice delibera d’indirizzo, del tutto priva di efficacia pratica immediata. Si fa la voce grossa per conquistare le prime pagine, ma nella sostanza non c’è nulla di concreto per i lavoratori: solo un guscio vuoto. A questo si aggiunge la totale ed ennesima esclusione delle organizzazioni sindacali dal percorso decisionale: i sindacati non sono stati minimamente coinvolti. È l’ennesimo sgarbo istituzionale che calpesta il ruolo dei corpi intermedi e liquida la concertazione come una perdita di tempo. Una giunta che dichiara di voler tutelare i lavoratori, ma nei fatti li usa come mero palcoscenico”.

“A Palazzo Tursi domina la smania di rincorrere il Governo, che proprio in questi giorni sta portando avanti interventi concreti a tutela della categoria. Ma, nell’ansia di voler scimmiottare i temi nazionali, la Giunta perde la bussola del buon senso e dimostra di non conoscere neppure i limiti delle proprie competenze locali. La fretta di piantare la solita bandierina ideologica fa brutti scherzi – concludono Bordilli e Bevilacqua – .Pretendere di governare temi così complessi con blitz unilaterali e annunci a effetto, scambiando un atto d’indirizzo per un provvedimento operativo e dimenticando il rispetto delle parti sociali, è da irresponsabili. I lavoratori della gig economy meritano tutele vere e concertate, non le solite manovre fuffa d’immagine di una giunta improvvisata”.

“È ormai diventata una consuetudine che la giunta Salis si intesti meriti non suoi e questa, in ordine cronologico, ne è l’ultima dimostrazione – commenta Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale -. Anche questa volta nessuna menzione dell’attività del governo Meloni che da tempo, con il cosiddetto decreto Lavoro, si era già attivato concretamente con interventi a tutela della categoria. E c’è anche un altro ‘must’ al quale non ha voluto rinunciare il sindaco: nessun confronto e nessun dialogo con i sindacati e le parti sociali che, oggi, si trovano nuovamente a lamentare la propria esclusione da ogni processo decisionale. Un atteggiamento autocratico, che ha il solo obiettivo di esaltare l’immagine del sindaco che probabilmente già si vede proiettata altrove. Serve serietà e non solo fare mera propaganda”.




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