Politica

Carceri, ok definitivo ai domiciliari per i tossicodipendenti. Meloni: “Vittoria su più fronti”

Lo “svuota carceri” adesso è legge. Nelle stesse ore in cui dai penitenziari pugliesi arriva l’allarme per il sovraffollamento dietro le sbarre che ha raggiunto il 180%, la Camera dà il via libera definitivo al disegno di legge che dispone i domiciliari per i tossicodipendenti o alcoldipendenti. Sono stati 153 i deputati a votare sì, 42 i no e 82 gli astenuti. I gruppi di opposizione si sono astenuti, tranne il M5s che ha votato contro. Il provvedimento, di iniziativa governativa, era stato già approvato al Senato. La norma prevede che i detenuti con dipendenze possano aderire a programmi terapeutici scontando cosi’ la pena in detenzione domiciliare o presso strutture accreditate.

A esprimere soddisfazione è la premier, Giorgia Meloni, secondo cui la legge “rafforza la concreta possibilità, per chi è stato condannato per reati commessi sulla spinta della tossicodipendenza, di affrontare un percorso di recupero in detenzione domiciliare in comunità invece che restare in carcere, quando la condanna non supera gli otto anni di reclusione”.

L’obiettivo del provvedimento “non è svuotare le carceri, ma evitare che chi delinque, se tossicodipendente, ci torni. Se la causa della condotta criminale è la dipendenza, combattere la dipendenza significa ridurre il rischio di nuovi reati”, ha detto la deputata della Lega Simonetta Matone. Debora Serracchiani del Pd ha evidenziato il sovraffollamento delle carceri: “Ci sono 64.645persone ristrette in istituti penitenziari su 51.183 posti disponibili, di cui 4.941 di fatto non lo sono. Dunque ci sono 64.645 persone ristrette su 46.242 posti disponibili in questo momento. Da inizio anno si registrano 24 suicidi. Oggi c`è quasi il 140% di sovraffollamento”.


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