Marche

«Condotta incompatibile con il dovere di massima lealtà»


URBINO La rivoluzione azzurra continua: Laura Scalbi è stata sospesa per un anno dal partito. Questo dopo aver appoggiato Maurizio Gambini, sindaco di Urbino, alle elezioni provinciali mentre il centrodestra provinciale sosteneva il sindaco di Cagli, e vincitore della consultazione, Alberto Alessandri.

 La sospensione

La decisione, presa dal Collegio dei Probiviriì, sarà valida per un anno e congela tutti gli incarichi ricoperti negli organi del partito. Secondo il provvedimento disciplinare, la firma apposta da Scalbi alla candidatura di Gambini costituirebbe una «condotta incompatibile con il dovere di massima lealtà verso Forza Italia», in quanto ritenuta in contrasto con la linea politica sostenuta dall’attuale dirigenza. Scalbi oggi contesta però la sanzione, definendola «il risultato di una ricostruzione incompleta dei fatti e di un’errata interpretazione dello Statuto di FI». E prosegue: «La lealtà al partito non può essere interpretata come un obbligo di obbedienza assoluta. Da consigliere comunale, capogruppo del centrodestra e segretario comunale di Forza Italia ho sempre operato nell’interesse della città e della coalizione che governa Urbino». Scalbi ricorda come Maurizio Gambini amministri Urbino dal 2014 alla guida di una coalizione sostenuta dal centrodestra, «dopo aver interrotto oltre 70 anni di amministrazioni di centrosinistra, collaborando negli anni con Forza Italia e ricevendo anche il sostegno di autorevoli esponenti nazionali». Per questo motivo, la sottoscrizione della candidatura viene definita dall’azzurra «un atto istituzionale di rispetto nei confronti del sindaco della città». Nel ricorso vengono i contestati diversi aspetti della decisione disciplinare.

La stoccata

Sul piano politico Scalbi rivolge un attacco all’attuale classe dirigente locale del partito, guidata dal commissario provinciale Elia Rossi e dal vicario regionale Federico Tale: «Hanno escluso di fatto dal partito e dagli organismi dirigenti figure come la consigliera provinciale Fernanda Sacchi. Oggi la Provincia, guidata dal presidente Alessandri, ha bisogno anche del sostegno politico e dei voti di Gambini e della stessa Sacchi. Se quel sostegno viene ricercato nelle istituzioni, non comprendo perché la mia firma alla candidatura di Gambini venga considerata tanto grave da meritare una sospensione di un anno.»

La Provincia

Scalbi conclude affermando di ritenere di aver subito «un procedimento caratterizzato da un’impostazione autoritaria», sostenendo che le proprie difese «non siano state adeguatamente valutate e che il provvedimento rappresenti, a suo giudizio, una limitazione del pluralismo interno che dovrebbe caratterizzare un partito liberale e democratico. Tanto più che un fatto analogo e certamente più grave è avvenuto nelle amministrative di Fermo dove FI non solo non ha presentato il simbolo ma si è alleata con una lista civica mandando il centrodestra in minoranza. I responsabili di questo provvedimento sono rimasti impuniti».




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