Società

Pubblicità con bambino e smarthone: “Messaggio disastroso”, scoppia la polemica. L’esperto: “Così si negano le prove sui danni ai minori”

Un bambino sorridente che tiene in mano uno smartphone, con una scritta rassicurante: “Tutto ok, è iPhone”. La pubblicità di Apple campeggia in una delle piazze più frequentate di Milano, ma non è passata inosservata.

A sollevare il caso è Andrea Cangini, direttore dell’Osservatorio Carta, Penna & Digitale della Fondazione Luigi Einaudi, che parla di un “messaggio disastroso” in un momento storico in cui la comunità scientifica internazionale mette in guardia dai rischi dell’esposizione precoce agli schermi.

“È ormai acclarato dalle ricerche di neurologi e psicologi pubblicate sulle riviste scientifiche nazionali ed internazionali che l’uso degli smartphone comprometta gravemente il benessere psicofisico e le capacità cognitive di bambini e adolescenti“, ha dichiarato Cangini in un comunicato. “Possibile che non si rendano conto dei disastrosi effetti di una simile pubblicità?“, si chiede il direttore, mentre in Parlamento e nei governi di mezzo mondo si discute l’introduzione di divieti per i minori.

La Francia ha già approvato una legge che vieta l’uso dei social network sotto i quindici anni, e anche in Italia il dibattito è apertamente sul tavolo.

Lo smartphone ruba l’infanzia? Cosa dice la scienza

A gettare ulteriore benzina sul fuoco arriva il primo Position Paper europeo dedicato alla salute digitale in età pediatrica, elaborato dalla European Academy of Paediatrics (EAP) e dalla European Confederation of Primary Care Paediatricians (ECPCP) e pubblicato sulla rivista scientifica Acta Paediatrica.

Il documento, che raccoglie le più aggiornate evidenze sugli effetti dell’esposizione a smartphone, televisione, videogiochi e social network, porta la firma di Lorenza Onorati, membro dell’Academy e specializzanda della Pediatria di Padova, e del professor Eugenio Baraldi, direttore scientifico Fondazione Città della Speranza e coordinatore del progetto dell’Università di Padova avviato nel 2022.

Le raccomandazioni contenute nel Position Paper sono chiare e rivolte a famiglie, pediatri, scuole e decisori politici: l’esposizione agli schermi, se inizia troppo presto o diventa eccessiva, può avere conseguenze durature sullo sviluppo neurologico, sul sonno, sulla capacità di attenzione e persino sulla salute metabolica dei più piccoli.

Una battaglia culturale che divide il Paese

La provocazione di Apple arriva dunque in un momento di particolare tensione culturale. Da un lato le big tech che continuano a veicolare messaggi rassicuranti sull’uso dei loro prodotti, dall’altro una comunità scientifica che chiede a gran voce interventi normativi e una maggiore consapevolezza collettiva.

Il cartellone, con la sua apparente leggerezza, rischia di vanificare gli sforzi di chi da anni cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli di un’educazione digitale sommersa dalla mercificazione dell’infanzia.

La domanda che molti genitori ora si pongono è: possiamo davvero fidarci di chi ci dice che va tutto bene, mentre i pediatri europei suonano l’allarme?


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »